Crollo a Castro. 20 giorni per consolidare

Per garantirsi il recupero quanto degli immobili sbriciolatisi in un sol colpo, i proprietari hanno costituito un Consorzio anticipando le spese per il progetto di messa in sicurezza

Si parte. Oltre al recinto intorno alle macerie, il costone crollato di piazza Dante di Castro marina, si ritroverà per qualche mese avvolto in una gabbia di pali, fili e impalcature finalizzati alla messa in sicurezza del comparto edilizio esistente, i cui lavori sono cominciati l’altro giorno, e quindi a permettere il conseguente ingresso dei periti della Procura di Lecce per la prosecuzione delle indagini avviate oltre un anno fa. Entro una ventina di giorni dunque, secondo le previsioni dell’ingegnere Enzo Poli, direttore dei lavori (in tandem con il Coordinatore per la sicurezza, Francesco Leo), la ditta “Edilco”, aggiudicataria della gara d’appalto promossa dal “Consorzio di Recupero Castro Marina”, porterà a termine insieme ai Vigili del Fuoco il piano di consolidamento e lascerà spazio ai rappresentanti della magistratura. “Subito dopo – spiega Poli – riprenderemo in mano il progetto preliminare diretto alla ricostruzione delle strutture abitative e commerciali distrutte collaborando con l’amministrazione comunale sui vari passaggi da compiere”. E proprio per garantirsi in futuro la possibilità di recuperare quanto avevano perso, cioè gli immobili sbriciolatisi in un sol colpo, i proprietari hanno costituito un Consorzio anticipando le spese per il progetto di messa in sicurezza. A tal proposito, giungono idee sulla “nuova progettazione che nella città potrebbe essere avviata”, così come prospettato dall’avvocato Angelo Coluccia, componente del Cda. Il presidente della “Rinascita del Salento”, Oreste Caroppo spiega che “il cuore di Castro è una porzione importante dell’intero Salento, irrinunciabile, e per ritornare a pulsare deve ripartire attingendo alla forza della sua anima e questa è imprescindibile dallo stile architettonico tradizionale del borgo di Castro. La paura è che qualche architetto pensi di poter improntare con la sua firma fatta di modernità e innovazione, contaminata col vecchio, dei paesaggi urbani che chiedono solo di poter tornare a respirare. Nella riprogettazione dei nuovi corpi di fabbrica che prenderanno il posto dei precedenti, massima sia, accanto alla sicurezza strutturale, anche la cura e l’attenzione al recupero e riproposizione delle forme originarie dei materiali, delle tecniche di costruzione (volte, murature in pietra, archi) e degli stili architettonici dei prospetti neoclassici, liberty, o semplice, dell’antico borgo”.

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