Il ricordo ad Aldo Moro

La presentazione oggi, in conferenza stampa, delle due giornate dedicate al ricordo di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse nel '78

Si è tenuta oggi a Lecce, la conferenza stampa per la presentazione delle due giornate organizzate a Lecce (lunedì 19 aprile, ore 16,30 presso il Teatrino della Biblioteca Nicola Bernardini, Piazzetta Carducci) e a Bari (martedì 20 aprile, ore 16,30, presso il Fortino s. Antonio, Lungomare Imperatore Augusto) per ricordare Aldo Moro, con la proiezione del film “La verità negata” (di Carlo Infanti, presentato a Cannes nel 2008) e la presentazione del libro “Nuvole Rosse sulla trincea invisibile” (di Maria Fida Moro). La pellicola presentata è stata iscritta alle pre-selezioni del Festival del Cinema di Cannes 2008, dell’Internazionale Critics Week 2008, del Quinzaine des Rèalisateurs 2008. Trent’anni dopo il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, già ministro degli Esteri e presidente del Consiglio, il regista Carlo Infanti presenta il primo film d’inchiesta che sia mai stato girato su questo caso. “Non è un documentario, nè una narrazione – spiega Infanti – Il mio è un film diverso, è un film d’inchiesta. Un’inchiesta come mai è stata fatta sul più grande, controverso e oscuro delitto politico della storia italiana”. Protagonisti della vita politica e sociale dell’epoca narrano fatti e circostanze inedite. Il regista puntualizza che il suo film d’inchiesta non vuole essere a sfondo politico. Non mira ad imputare un colpevole o un gruppo di colpevoli. L’interpretazione della vicenda è lasciata allo spettatore, al quale il regista chiede di fermarsi a riflettere. “Perché, in tutti questi anni non è stata effettuata una reale inchiesta sulla morte di Moro? Perché, chi sapeva che a Gradoli non ci fu perquisizione ha sempre taciuto lasciando che continuasse questa finzione per oltre 30 anni? Ed erano in molti a saperlo”! Un delitto che trascina i suoi effetti sino ai giorni nostri e sul quale, come il film dimostra, non solo le indagini ma anche le inchieste successive sono state molto carenti. “Da oltre un anno giro l’Italia con le telecamere per capire perchè nella primavera del 1978 Aldo Moro sia stato rapito per essere assassinato”. “Nuvole rosse sulla trincea invisibile”, l'umanità di Aldo Moro raccontata in un libro di Maria Fida Moro. La figlia maggiore Maria Fida, insieme al “nipotino Luca” che firma l'introduzione (il nipote più volte citato nelle lettere dello statista dalla “prigione del popolo” delle Br) traccia un bilancio di questi terribili anni vissuti all'insegna del dolore. Il testo, dolente eppure straordinariamente lieve, vuol anche essere una sorta di “contro-trentennale” da lasciare agli atti, attraverso la propria testimonianza. Tanti hanno parlato, anche chi forse non aveva titolo. Maria Fida e Luca, con linearità quasi zen, hanno voluto dire la loro, nel tentativo di lasciare un segno piccolo ma ineludibile nel solco di una vicenda mai chiusa, che grida vendetta al cielo. “Ognuno ha il suo destino e la sua croce: la mia è di abitare nella trincea invisibile”, scrive la figlia maggiore di Moro. Un luogo virtuale, non bello, in cui abitare: “E' come se fosse costruito in puro diamante, niente può scalfirlo. È una prigione dalla quale chi è entrato, fosse pure per sbaglio, non può più uscire”.

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