Chiarello: “Più attenzione all'ospedale di Gagliano”

L’impegno sottoscritto da Tommaso Fiore e Franco Chiarello in visita, il 19 marzo, presso l’ospedale di Gagliano del Capo

“L’ospedale di Gagliano è come il faro di Leuca per tutti i salentini del Capo, così come per tutti i turisti che affollano le coste d’estate, perché è il primo ricovero che si incontra, senza dover risalire il Salento per avere le prime cure mediche. Ma è un faro che ha importanti problemi strutturali – dichiara Franco Chiarello, candidato regionale per Sinistra Ecologia e Libertà – e che spesso si rivela un’amara sorpresa per chi si è affidato al suo lampeggiare. E se il faro-ospedale di Gagliano del Capo non funziona bene, vivere nel Capo di Leuca quando si ha un problema di salute significa sentire l’handicap della marginalità geografica. Lo si capisce quando si entra nell’ospedale e si parla con i medici, gli infermieri, gli operatori ospedalieri, i dirigenti della Asl, ma soprattutto con i pazienti”. Ed è ciò che hanno fatto, il 19 marzo scorso, Tommaso Fiore, assessore regionale alla Sanità, e lo stesso Chiarello. Fiore ha voluto far sentire con la sua presenza che Bari e il Governo regionale vogliono compensare gli handicap che derivano dalla marginalità geografica. Tutti gli operatori hanno espresso la paura di essere fagocitati dall’ospedale di Casarano da cui dipende la struttura di Gagliano, scoprendo di fatto tutto il territorio del Capo. Al termine della visita, Fiore e Chiarello hanno sottoscritto il loro impegno, “che non è – hanno detto – promessa elettorale ma è l’attuazione della politica di Vendola per la Sanità”, “una problematica complessa – ha aggiunto Chiarello – per la quale occorre tempo, coraggio e costanza perché le cose siano fatte bene”. Questi, in breve, gli impegni presi: – rendere l’ospedale di Gagliano una struttura complementare a quella di Casarano, in stretta collaborazione con essa ma indipendente; – rafforzare la diagnostica dotando l’ospedale di una Tac e di una mammografia, rafforzando anche il personale addetto alla diagnostica. Il che significa non costringere i pazienti a cambiare ospedale, facendo 35 kilometri, per un esame; – potenziare il servizio di Pronto Soccorso, con personale e strumentazione; – sostenere il reparto di Oncologia che rappresenta una vera eccellenza, poiché le cure periodiche a cui sono sottoposti i malati di tumore hanno bisogno del servizio di day ospital che non possono essere gravate da troppi chilometri da percorrere ogni giorno, dunque mettere a disposizione un servizio infermieristico domiciliare o l’assistenza nelle terapie; – dotare l’ospedale di una camera iperbarica, assolutamente necessaria in un territorio circondato dal mare e con forte vocazione turistica marinara. Ha concluso Chiarello: “E’ questa marginalità del Capo di Leuca che io voglio rappresentare a Bari, qualora divenissi consigliere regionale”.

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