Scoperta una fabbrica di griffe false a Corsano

In manette con l’accusa di produzione di marchi contraffatti Vito Ciardo, imprenditore 52enne del posto

E’ finito in manette con l’accusa di produzione di marchi contraffatti Vito Ciardo, imprenditore 52enne di Corsano. Ad arrestarlo gli uomini della Guardia di finanza dei reparti di Otranto, Maglie e Tricase, che stavano svolgendo dei controlli mirati sul territorio finalizzati alla lotta alla contraffazione. I militari hanno fatto irruzione nel capannone situato nella zona industriale di Corsano, all'interno del quale sono stati sequestrati 2mila e 400 bobine di filo, 50mila etichette e 200mila paia di calze. Sono entrati da una finestra ed hanno colto in flagranza due operai vicino ai macchinari mentre stavano prendendo il prodotto finito. Calze con marchi contraffatti: Kappa, Lotto, Pompea e Nike. Ma qualsiasi marca poteva essere riprodotta, poiché i circa ventidue macchinari utilizzati per la loro fabbricazione, di cui quattro o cinque necessari solo per le rifiniture, erano molto sofisticati, con un dispositivo digitale grazie al quale bastava inserire un floppy con l’immagine del marchio. Ogni macchinario ne produceva dalle 500 alle 600 paia. A finire sotto sequestro merce per un valore di circa 200mila euro. Si tratta di prodotti di ottima fattura, destinati ai venditori all’ingrosso per poi finire sugli scaffali dei negozi ed essere rivenduti a prezzi di mercato. Probabilmente i grossisti si fidavano dell’imprenditore, poiché produceva calze in maniera lecita sin dal 1994, data dalla quale risultano regolarmente assunti gli otto operai alle sue dipendenze. Particolare della vicenda è che il capannone affittato da Ciardo era di proprietà del Comune di Corsano, con il quale è in piedi un contenzioso poiché l’uomo non avrebbe pagato il canone di locazione. Ma non è tutto. Il locale risulta infatti privo di agibilità. Per Ciardo, il pubblico ministero di turno Guglielmo Cataldi ha disposto la traduzione nel carcere di Borgo San Nicola.

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