Via Brenta. “C'era l’ok di Solombrino”

Interrogato ieri dal pm Imerio Tramis il geometra comunale Roberto Brunetti. La responsabilità della sovrastima degli immobili di via Brenta a Lecce non sarebbe sua, ma di Piergiorgio Solombrino che diede il “via libera” all’operazione

Dopo l’interrogatorio di ieri a Roberto Brunetti, geometra comunale, l’inchiesta sui palazzi di via Brenta a Lecce dovrebbe aver acquisito tutti gli elementi utili a fare un primo punto della situazione. La convinzione degli inquirenti, al momento, è che se i due immobili vennero sovrastimati, non fu per responsabilità di Brunetti, ma di Piergiorgio Solombrino, l’ex ingegnere capo dell’Ufficio tecnico, che diede il suo “ok”. A questo sono giunti il pm Imerio Tramis ed i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria dopo aver ascoltato le dichiarazioni del geometra. Resta, ora, da chiarire i singoli step che portarono l’amministrazione comunale a stipulare un contratto per l’acquisto in leasing dei due palazzi con l’impegno a versare 60 milioni di euro in 20 anni. E con annessa la sovrastima di Solombrino che indicò in 13 milioni di euro il valore di solo uno dei tre immobili, quando la Socoge di Pietro Guagnano, che li aveva costruiti, aveva fissato in due milioni e 920mila euro il costo per tutti e tre. Già il gip Ercole Aprile, nell’ordinanza di custodia cautelare per Guagnano, Vincenzo Gallo, funzionario della società di leasing Selmabipiemme, e Giuseppe Naccarelli, funzionario comunale, aveva rilevato abusi edilizi ed urbanistici che lasciavano supporre che fosse stato attuato un piano per favorire la Socoge. Stando alle ricostruzioni, questa avrebbe incassato 35 milioni di euro dalla Selmabipiemme una volta garantito il subentro del Comune.

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