Poli: Più tutela su etichette d’olio

Adriana Poli Bortone, presidente si Io Sud, ha scritto al ministro Zaia ed al ministro Sacconi per chiedere maggiori garanzie sull'etichettatura dell'olio d'oliva

Con una interrogazione a risposta scritta Adriana Poli Bortone, presidente nazionale di Io Sud, ha chiesto al ministro Zaia ed al ministro Sacconi di prevedere lo sviluppo di maggiori controlli sulla corretta etichettatura dei prodotti alimentari, soprattutto dell'olio, all'interno delle mense e di tutti i servizi di ristorazione pubblica. Ancora oggi, scrive il presidente di Io Sud, in molti servizi mensa o di ristorazione collettiva, è facile trovare confezioni di olio senza alcune etichetta, il tutto a discapito del consumatore che non è informato su che cosa mangia. Esiste dunque l'urgenza di prevedere piani di controlli sempre più efficienti tutelando così non solo i consumatori ma soprattutto le piccole e medie imprese locali che, pur attraverso tanti sacrifici, producono olio di qualità e dalla tracciabilità certa. Di seguito il testo dell' interrogazione. Ai Ministri per le politiche agricole e forestali, del lavoro, salute, politiche sociali. – Premesso che: – il regolamento CE n° 182 del 6 marzo 2009, atto a modificare il regolamento (CE) n. 1019/2002 relativo alle norme di commercializzazione dell'olio di oliva, stabilisce che sulle etichette delle confezioni di olio vergine ed extra-vergine deve essere chiaramente visibile la designazione d'origine del prodotto; – il Ministero delle politiche agricole, in ottemperanza alle direttive europee in materia, già in precedenza, aveva predisposto un decreto ministeriale (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 243 del 18 ottobre 2007) stabilendo che: ” Al fine di assicurare la rintracciabilità dell'origine dell'olio di oliva vergine ed extravergine è obbligatoria l'indicazione dello Stato membro o del Paese terzo corrispondente alla zona geografica nella quale le olive sono state raccolte e dove è situato il frantoio in cui è stato estratto l'olio. La designazione dell'origine a livello regionale è riservata ai prodotti che beneficiano di una denominazione di origine protetta o di una indicazione geografica protetta.”; – ad oltre due anni dall'entrata in vigore del decreto ministeriale ed a quasi un anno dal recepimento della direttiva comunitaria n° 182/2009 sono ancora molti i casi di oli vergini ed extravergine con etichettature ingannevoli o poco chiare; – l'etichettatura e la tracciabilità dell'olio vergine ed extra vergine costituiscono l'unico metodo per scoraggiare qualsiasi tentativo di sofisticazione/contraffazione alimentare; – in molti servizi mensa o di ristorazione collettiva, ancora oggi, è facile trovare confezioni di olio senza alcune etichetta, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano utile, oltre che possibile, prevedere lo sviluppo di una seria attività di controlli sulla corretta etichettatura dei prodotti alimentari, soprattutto dell'olio, all'interno delle mense e di tutti i servizi di ristorazione pubblica; se, sempre al fine di tutelare i cittadini/consumatori, non sia necessario predisporre maggiori controlli sulla tracciabilità dell' olio, stanziando fondi mirati per lo sviluppo di laboratori che riescano, anche in caso di “triangolazione”, a stabilire con precisione la provenienza. Adriana Poli Bortone

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