Diritti a Scuola: matematica e italiano per tutti

Il progetto coinvolgerà 336 scuole, 1278 docenti e 402 unità di personale ATA, sono stati finanziati 639 progetti per un importo complessivo pari ad € 25.051.980,00

I risultati delle recenti indagini OCSE-PISA sul “Livello di competenza dei quindicenni italiani” e i risultati dei test dell’Invalsi evidenziano che in Puglia vi è un numero elevato di studenti con insufficienti conoscenze di base. Questa situazione è inaccettabile. Per questo la Regione Puglia, Assessorati al Diritto allo Studio e alla Formazione Professionale con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale e dell’Invalsi, ha varato “Diritti a Scuola”. Attraverso un bando riservato alle scuole primarie e secondarie di primo grado, il progetto prevede di incrementare le competenze di base in italiano e matematica. La denominazione “Diritti a Scuola” allude sia all’obiettivo di contrastare l’abbandono scolastico, sia alla circostanza che nelle scuole pugliesi debba esserci non solo il diritto formale a frequentarle, ma quello sostanziale ad apprendere. Il progetto coinvolgerà 336 scuole, 1278 docenti e 402 unità di personale ATA, sono stati finanziati 639 progetti per un importo complessivo pari ad € 25.051.980,00. Saranno interessati alcune decine di migliaia di studenti pugliesi. Entro il 20 ottobre, le scuole pugliesi interessate (circa 650 in totale) hanno presentato progetti a valere su questo Avviso, previa apposita delibera del Collegio dei Docenti. Il numero di progetti che ciascuna scuola ha presentato varia a seconda della sua dimensione in termini di alunni, da un mimino di 1 ad un massimo di 4 (ciascuno di essi centrato sull’italiano o sulla matematica). Ogni progetto ha previsto l’assegnazione alla scuola di due docenti supplementari. A ciascuna scuola sarà assegnata almeno una unità di personale ATA: di norma collaboratori scolastici, salvo che le scuole non richiedano esplicitamente (in sostituzione) un assistente amministrativo. Ciascun docente sarà impegnato per 350 ore, suddivise in 5 unità disciplinari da 70 ore ciascuna; ogni unità disciplinare dovrà coinvolgere minimo 10 alunni, anche di classi diverse e raggruppati in gruppi di livello. Ogni alunno potrà essere coinvolto in più unità disciplinari. Le attività didattiche si svolgeranno in orario antimeridiano o pomeridiano a seconda di quanto stabilito dal Collegio dei Docenti. Le scuole hanno la più ampia autonomia per definire metodologie e contenuti della didattica. Nella redazione dei progetti le scuole dovranno specificare la loro situazione (difficoltà di apprendimento/dispersione), le metodologie di intervento e l’organizzazione prevista, le azioni di accompagnamento previste (sensibilizzazione delle famiglie e degli allievi), i risultati attesi. I progetti avranno la durata di sei mesi e mezzo. Il personale sottoscriverà appositi contratti di collaborazione coordinata e continuativa con le scuole. La retribuzione lorda di ogni docente, per l’impegno di 350 ore in sei mesi e mezzo, è pari ad Euro 14.415; di un collaboratore scolastico, pari ad Euro 10.260. Le scuole dispongono anche del 10% del costo totale di ogni progetto per altre spese (spese generali, servizi per gli allievi, azioni di promozione delle iniziative); parte di questa cifra viene utilizzata dalle scuole che avranno richiesto esplicitamente un assistente amministrativo per coprire la differenza retributiva rispetto ad un collaboratore scolastico. Presso l’Assessorato per il Diritto allo Studio, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale e dell’Invalsi, un gruppo tecnico offrirà un servizio di monitoraggio dei progetti, incontrando sistematicamente i docenti interni ed esterni delle scuole coinvolte, e fornendo loro le indicazioni emerse dalla valutazione di merito e dai dati delle prove Invalsi per aumentare il più possibile qualità e finalizzazione degli interventi. A febbraio 2010 sarà effettuata una prima valutazione di merito di “Diritti a Scuola”.

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