Rifiuto, ma quanto mi costi!

Stangata fiscale. A Casarano dal prossimo 1° gennaio la tariffa relativa alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani aumenterà del 56%, per recuperare un debito fuori bilancio di € 2.593.310,22, relativo ad una parte del credito vantato dalla società “Monteco srl”, ex gestore del servizio di spazzatura

Stangata fiscale senza precedenti per i cittadini di Casarano. Dal prossimo 1° gennaio la tariffa relativa alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani aumenterà del 56%. Un aumento secco, senza progressività, deciso dal commissario ad acta, rag. Giovanni Papadia, nominato dal Tar di Lecce con l’incarico di recuperare un debito fuori bilancio di € 2.593.310,22, relativo ad una parte del credito vantato dalla società “Monteco srl”, ex gestore del servizio di spazzatura. Il provvedimento, la delibera num. 12 del 19 agosto 2009, è arrivato a sorpresa e segna un deciso cambio di strategia del commissario ad acta per raggiungere l’obiettivo per il quale è stato nominato. Il rag. Papadia, infatti, rinuncia alla vendita dei “gioielli di famiglia” e decide di incidere in modo energico sull’economia delle oltre settemila famiglie di Casarano. Si attendeva il 26 agosto prossimo, giorno fissato per il secondo esperimento d’asta per la vendita degli immobili di proprietà comunale, ma è lo stesso Papadia a prevedere che “andrà analogamente deserta”, come la prima asta organizzata lo scorso mese di luglio, “per cui non si sono potuti realizzare i previsti proventi”. I circa 2,6 milioni di euro (oltre interessi) vantati dalla “Monteco srl” saranno quindi recuperati in altro modo: in parte utilizzando l’avanzo di amministrazione conseguito con il rendiconto 2008, pari a € 268.587,48, e in gran parte mettendo le mani direttamente nelle tasche dei cittadini. L’aumento delle tariffe Tarsu del 56% dal prossimo 1° gennaio, infatti, prevede entrate pari a € 1.229.579,99 per il 2010 e ulteriori € 1.229.579,99 per il 2011. L’ipotesi di maggiori entrate per il 2009, 2010 e 2011 ha determinato inoltre la variazione al bilancio di previsione del corrente anno e del bilancio pluriennale per i due esercizi finanziari successivi. Il debito sarà pagato grazie ad un nuovo piano di rateizzazione, della durata di tre anni, che sarà approntato in seguito con la società creditrice. Il rilevante aumento della tassa sulla Tarsu costituirà un salasso non indifferente per i cittadini e, probabilmente, non mancherà di rinnovare polemiche a livello politico. Il provvedimento, infatti, prevede per la categoria più comune, contrassegnata nel regolamento dalla lettera “C1” (abitazioni civili ad uso domestico), l’aumento della tariffa da € 2,114 a € 3,2978 al mq.; per la categoria “D1” (studi professionali) da € 4,8169 a € 7,5143 al mq.; per la categoria “E1” (negozi e botteghe artigiane) da € 5,1436 a € 8,024 al mq.; per la categoria “F1” (bar, ristoranti, pizzerie ecc.) da € 6,2304 al mq. a € 9,7194. Alcuni semplici esempi: un proprietario di un’abitazione di 100 mq. che fino ad oggi ha pagato 211,40 euro all’anno (escluse addizionali) dal prossimo anno dovrà versare 329,78 euro, circa 120 euro in più; un commerciante che gestisce un negozio con magazzino, per un totale di 80 mq., dovrà sborsare ben 230 euro all’anno, in quanto la tassa passa da € 411,49 a € 641,92; il costo annuo di spazzatura per un ristorante di 150 mq. passa da € 934,56 a € 1.457,91, eluse addizionali.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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