Ex Ceduc e operatori. Quale la sorte?

Il centro educativo di proprietà comunale, sito sul lungomare Galilei, sarà probabilmente trasformato in struttura di accoglienza turistico-sociale. Ma le famiglie dei 19 ex dipendenti?

Da oltre tre anni è rimasto chiuso e di conseguenza inattivo e dismesso il servizio assistenziale, neppure sospeso o interrotto, data la legge nel frattempo intervenuta ad abolirne in via perentoria esercizio e convenzione del passato, con riconversione in una nuova realtà ricettiva e sociale. Per decenni è stato il punto di riferimento regionale per le politiche sociali del nostro Comune e del suo territorio, funzionando come salutare e alternativa dimora di molti minori e ragazzi in difficoltà provenienti da tutta la provincia. Nella progettazione futura, pur conservando parzialmente la vocazione socio-assistenziale, è destinato a mutare ulteriormente il suo aspetto, ipotizzando anche l’eventualità di bonificare con micro-impianti sportivi, là dove possibile e senza danni, l’ampia area verde, ristrutturata a mo’ di parco pubblico. I lavori di ristrutturazione dell’immobile, appaltati alla fine del mandato della prima amministrazione Venneri e proseguiti sino ad oggi grazie ad un finanziamento regionale di quasi 800.000 euro, pare siano giunti in dirittura d’arrivo. Il piano già sopraelevato è da tempo illuminato accendendo ogni sera, specie ai più diretti interessati, lusinghiere speranze di rinascita. Appare necessario quanto prima chiudere la questione e definire la soluzione dell’immobile. Resta però da sistemare gli ultimi dettagli tecnici insieme con le suppellettili e da fissare con la massima precisione la destinazione d’uso. Il problema più importante tuttavia è reintegrare la ventina di unità della vecchia gestione, che per i titoli acquisti non si aspettano certo di essere abbandonate al loro destino, autorizzate pertanto a reclamare i propri diritti con le relative istanze occupazionali. È compito però dell’amministrazione comunale dover perorare con forza la giusta causa dei vecchi operatori dell’ex Ceduc. A tal fine, con il più favorevole degli auspici, Gino Schirosi intende sollecitare lo stesso sindaco Venneri invitandolo a mantenere le promesse già formulate e rese pubbliche alla stampa. “È ovvio dunque che si dovrà fare portavoce -commenta Schirosi- nei confronti dei nuovi gestori cui toccherà la nuova concessione, della qualificata professionalità maturata con esperienza dai vecchi dipendenti per i quali si dovranno trovare tutte le corsie preferenziali necessarie per il loro reinserimento, comunque riutilizzati anche con nuove mansioni professionali”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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