Adriana Poli Bortone: “Fermiamo Chavez”

La senatrice si chiede in che modo il Governo interverrà per fermare la sottrazione di terreni da parte di Chavez e se non sia il caso di intraprendere un contenzioso internazionale con il Venezuela per tutelarne il lavoro

Considerato che secondo quanto annunciato dal Presidente venezuelano Chavez “Non c’è terra privata, ci può essere gente che la occupa, ma se la occupa senza produrre allora perde il diritto d’occuparla e quindi la legge dev’essere implacabile; la terra è per sua natura di tutti, come i fiumi e l’aria”. Considerato che questa delirante politica in materia di proprietà ha già comportato la confisca, da parte del “governo” Venezuelano di oltre 2,5 milioni di ettari posseduti da incolpevoli cittadini. Considerato che la confisca dei terreni viene utilizzata dal Chavez come vero e proprio strumento di ricatto verso chi si oppone alla sua politica. Considerato che tra i molti, oramai ex, proprietari terrieri ai quali è stata sottratta la terra risultano esserci molti nostri connazionali, soprattutto del Mezzogiorno d’Italia, emigrati in Venezuela durante gli anni 60. Considerato che quelle terre costituiscono il frutto di duro lavoro e della caparbietà di nostri emigranti, Adriana Poli Bortone chiede al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Esteri se intende ed in che modo intervenire per fermare questa inopinata sottrazione di terreni da parte del governatore Chavez e se non sia il caso di intraprendere un contenzioso internazionale con il Venezuela al fine di tutelare il lavoro e gli sforzi di tanti concittadini.

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