Manifestazione a Burgesi. Riso amaro

Conferenza stampa sull’emergenza ambientale di fronte a Burgesi. Un importante momento della mattinata è stata la performance delle attrici della compagnia Induma Teatro di Lecce. Articolo con video

E’ stata una manifestazione efficace. A fare il punto sulla situazione ambientale e sull’emergenza rifiuti nella Provincia di Lecce e ad Ugento in particolare. La ex discarica Burgesi, al centro dell’attenzione ormai da troppi mesi per le vicende ormai note che l’hanno caratterizzata, ha fornito la location. E quale luogo più adatto? E’ lì che si sono svolte le proteste dei cittadini nella settimana di Capodanno, lì che si sta consumando quello che i comitati civici ed ormai l’opinione pubblica considerano un grave scempio ambientale. Ed è lì, proprio davanti all’ingresso della discarica gestita dalla Monteco Srl, che i comitati civici “Io conto” di Ugento, “Burgesi pulita” di Presicce, “Burgesi noscia” di Acquarica del capo, il circolo Legambiente “Fiordaliso di Zeus” di Ugento, l'associazione “Terra in vista” di Presicce e “Salento pulito” di Gemini hanno scelto di tenere la conferenza stampa. Un importante momento della mattinata è stata la performance di Cecilia Maffei e Lea Barletti, attrici della compagnia Induma Teatro di Lecce. Raccogliendo la proposta del direttore del Tacco d'Italia, Maria Luisa Mastrogiovanni, hanno declamato i passaggi più scabrosi dell'inchiesta e del dossier “Rifiuti S.p.A.” pubblicati in tre puntate sul Tacco d'Italia ed hanno improvvisato partendo dai temi trattati sul mensile. La performance ha assunto la forma di un dialogo grottesco con punte di comicità tra il rifiuto pericoloso speciale ed il rifiuto solido urbano (rsu) non differenziato. Tra i temi trattati, la presenza di pcb nel sottosuolo della discarica Burgesi, lo smaltimento illecito di rifiuti, la falsificazione del fir (formulario di identificazione del rifiuto), il cromo 6 mai ricercato in discarica. Teatro vero e veri contenuti. Improvvisazioni assai apprezzate dai presenti. Che hanno applaudito ed anche riso, ma con l’amaro in bocca. Perché sull’emergenza rifiuti c’è davvero poco da ridere.

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