Turismo di qualità nelle aree protette

Successo del convegno di sabato a Portoselvaggio

Un protocollo di intesa tra la Regione Puglia e l’Uni (ente nazionale per le unificazioni) per un turismo sostenibile e durevole nelle aree protette. La proposta è stata avanzata da Mino Natalizio, assessore all’Ambiente del Comune di Nardò

Grande attenzione ha suscitato il convegno che si è tenuto sabato mattina nella cornice di Torre Nova a Portoselvaggio. Il tema affrontato, quello di uno sviluppo turistico di qualità, è tra quelli che attualmente suscitano particolare interesse nel pubblico, e soprattutto fra gli imprenditori, perché legato allo sviluppo del territorio e di conseguenza delle popolazioni residenti. Apprezzati gli interventi di tutti i relatori, da Mino Natalizio, assessore all’Ambiente, che ha introdotto il tema del convegno, a Maria Rosaria Manieri, assessora al Marketing territoriale della Provincia di Lecce, a Stefania Mandurino, commissaria dell’Apt di Lecce, ad Antonio Nicoletti, responsabile nazionale di Legambiente per le aree protette, a Valter Zago di Federparchi, a Fabio Pollice, dell’Università del Salento, a Rocco Durante, presidente dell’area marina di Porto Cesareo. Le conclusioni sono state affidate a Michele Losappio, assessore all’Ecologia della Regione Puglia. Interesse ha suscitato la proposta avanzata da Natalizio di stipulare un protocollo di intesa tra la Regione Puglia e l’Uni (ente nazionale per le unificazioni) al fine di creare una certificazione di qualità per un turismo sostenibile e durevole nelle aree protette. Lo scopo è quello, partendo dai marchi d’area per i parchi, di sviluppare il sistema per renderlo ancora più aderente ai requisiti di eco sostenibilità legati alle attività dei parchi. “Questo – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente – significherebbe creare opportunità attraverso le aree protette e risponderebbe con azioni concrete a chi come Legambiente e Federparchi ci stimola a far vivere queste aree e a perseguire le finalità dettate dalla recente normativa regionale sui sistemi turistici locali. La certificazione di qualità rappresenta uno strumento formidabile per attrarre i tour operator internazionali”.

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