Castro. Un boato. Poi la montagna di macerie

L'incubo nella marina leccese

La causa è stata, forse, il maltempo degli ultimi giorni. Oggi calcinacci e conci di tufo hanno preso il posto di tre appartamenti e quattro locali commerciali. Oggi il Consiglio si riunirà in seduta straordinaria

Eccola la montagna. Eccola fuoriuscire in tutta la sua estensione da sotto i cumuli di macerie depositatisi dopo il crollo e il successivo sbancamento effettuato per oltre dodici ore dalle pale meccaniche e dal personale dei vigili del fuoco, aiutati da diversi operai e dalle forze militari. Un costone calcareo alto circa trenta metri su cui in un arco di tempo lungo cento anni, le abitazioni e la densità della popolazione si sono moltiplicate forse con la complicità e l’eccessiva “leggerezza” da parte degli addetti al controllo e al rilascio delle varie concessioni e dei permessi edilizi di costruire. Il travaglio di Castro, che sabato scorso ha terribilmente scosso la serenità dell’intera popolazione, concretizzatosi con il crollo improvviso di sei stanze superiori facenti parte di tre appartamenti e quattro locali commerciali (Speran bar, gelateria “Delizia”, negozio “Sport Pesca Mare” e un’ex edicola estiva) situati al piano di sotto, è continuato per tutta la giornata di ieri, così come ininterrotto è stato il fiume di automobili e curiosi arrivati alla marina, approfittando della domenica, per scrutare quel muro di case ridiventato di nuovo montagna di calcarenite, assai friabile. “Emergenza” è ormai diventata una parola comune nelle conversazioni dei cittadini e dei rappresentanti popolari. E senz’altro, sarà un vocabolo che anche oggi pomeriggio volerà di bocca in bocca durante la seduta straordinaria del Consiglio comunale convocata dal sindaco Luigi Carrozzo alle 18 presso l’aula consiliare. “Per la seconda volta in due mesi, siamo costretti a riunirci in seduta non ordinaria, per deliberare lo stato di emergenza della nostra cittadina – dice Carrozzo – dapprima per i danni derivati dal maltempo, ora per questo cedimento improvviso, siamo proprio messi male. Ho ricevuto in queste ore tantissime telefonate di solidarietà da parte dell’assessore regionale Enzo Russo, del consigliere provinciale Antonio Musio, del consigliere regionale Rocco Palese, del senatore Rosario Giorgio Costa, del ministro Raffaele Fitto. A tutti loro, durante la seduta del Consiglio invieremo una richiesta di aiuto certo e rapido. Castro ha urgente bisogno di risollevarsi”. Dello stesso avviso anche Luigi Capraro, assessore al Turismo, che manifesta tutta la sua “vicinanza agli amici operatori turistici e commerciali che hanno subito questa sciagura senza precedenti. È mortificante ascoltare il racconto di questo terribile fatto dalla loro viva voce. Ho parlato con tutti, in particolare mi hanno colpito le lacrime del caro amico Lucio Valguarnera, proprietario dello ‘Speran bar’, che ora ha perso tutto. Il paese deve stringersi accanto a questi nostri sfortunati concittadini, insieme dobbiamo riuscire a risollevare questa triste situazione”. Sulla stessa lunghezza d’onda sarà oggi in Consiglio, la posizione del gruppo di opposizione “Rinnovamento”: “A nome di tutto il gruppo di minoranza – dichiara il capogruppo Antonio Capraro – esprimo tutto il mio sgomento per la tragedia che ha colpito le famiglie proprietarie degli immobili crollati, che solo grazie alla prontezza di alcuni cittadini ha evitato una catastrofe. In particolar modo siamo vicini ai titolari degli esercizi commerciali che vedono compromessa per diverso tempo l’unica fonte di sostegno economico e sin d’ora faremo tutto il possibile per non far mancare il nostro aiuto. Auspico – continua Antonio Capraro – una risoluzione in tempi brevissimi, pur riconoscendo le difficoltà oggettive del caso. In questo momento è necessario concordare tutti insieme le procedure più rapide, nell’interesse delle persone interessate e dell’intera collettività, mettendo da parte ogni legittima posizione sui tanti “perché” di questa tragedia, lasciando poi al tempo ed a chi ne ha la competenza, l’accertamento di eventuali responsabilità, qualora vi fossero, su quanto è accaduto”.

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