Ecolu’shop. Non chiamateli scarti

Quando il rifiuto è merce di scambio

E’ stato presentato sabato a Nardò un progetto innovativo in tema di rifiuti. L’idea di fondo consiste nell’assumere sostanze che sono “scarti” per alcuni esseri viventi ma che costituiscono materie prime per altri, e produrre nuove materie prime

Alla presenza di Mino Natalizio, assessore all’Ambiente, Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente, e delle promotrici Nicoletta Potenza e Margherita Resta, lo scorso sabato il Comune di Nardò ha presentato il progetto “Ecolu’shop”. “La notizia del finanziamento di questo progetto – ha dichiarato Natalizio – ci ha fatto molto piacere, innanzitutto perché quando dei giovani vengono incentivati a proiettarsi nel mondo del lavoro è sempre un aspetto positivo. Quando poi l'iniziativa imprenditoriale, come in questo caso, coincide con azioni in favore dell'ambiente, l'entusiasmo raddoppia”. “Il problema dei rifiuti – ha sottolineato Venneri – non può essere affrontato e risolto in maniera semplicistica. Sono necessari tempo e pazienza per educare le famiglie ed i giovanissimi al rispetto dell’ambiente. Quando tutto sentiremo come nostro il territorio che ci circonda sicuramente faremo di più per salvaguardarlo; l’Amministrazione comunale di Nardò sta facendo molto in questo campo”. Il progetto, come spiegato dalle responsabili, è stato finanziato con 25mila euro e mira a realizzare nel territorio del Comune di Nardò uno shop polifunzionale in cui i clienti non solo conferiranno rifiuti di diverso tipo, ma potranno acquistare prodotti sfusi ed altri gadget eco-compatibili. Nel progetto di “Ecolu'shop” si è tenuto conto anche della criticità di altre proposte che in passato sono state avanzate e si è puntato a coinvolgere più servizi (che coincideranno con più obiettivi: sensibilizzazione, vendita di prodotti eco-compatibili, raccolta di rifiuti, immissione di questi ultimi negli opportuni mercati in qualità di materie prime) in un unico luogo fisico ed in un'unica linea di progetto. L'idea nasce dalla ricerca di metodologie innovative, ma soprattutto efficaci, di incentivo alla raccolta differenziata dei rifiuti nonché alla volontà di creare una nuova cultura del riciclo che – pur essendo compenetrata nella vita della maggior parte degli Stati membri dell'Unione europea – in Italia stenta ancora a trovare un nutrito seguito. Partendo dall'analisi sociologica del concetto di “comodità” unito a quello eticamente nobile della “utilità sociale”, si sono analizzate le abitudini più frequenti nel consumo, nello smaltimento e nel riutilizzo dei materiali (carta, vetro, plastica, alluminio, cartone, eccetera). Dai supermercati alle case, dal consumo allo gettare nella spazzatura e al differenziare in casa, le motivazione che sottendono ai gesti più frequenti sono sempre le stesse. Quanto investimento in termini di tempo siamo disposti ad effettuare per queste operazioni? Quanto ci costa la comodità di utilizzare un'unica pattumiera? Quale riutilizzo è considerato da noi quello più efficiente per ri-ottenere risorse? In un periodo storico di grande difficoltà economica è sembrato opportuno rivisitare la logica del servizio reso, in termini di convenienza e non solo di necessità. L’idea progettuale si fonda, pertanto, sullo scambio di risorse – i rifiuti – con altrettante risorse di natura ovviamente diversa. La creazione di “Ecolu'shop” consentirà di riprodurre il circolo della creazione e distruzione mutuando però i principi di autoconservazione esistenti in natura; assumere sostanze o risorse che sono “scarti” per alcuni esseri viventi ma che costituiscono materie prime per altri, e produrre nuove sostanze e materie prime.

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