Casarano. Ospedale malato

La nota di Uil-Fpl

Lavori appaltati, finanziati e mai terminati o, in alcuni casi, mai iniziati, con conseguente disagio per gli utenti. La Uil-Fpl chiede al sindaco e al Consiglio comunale di aprire un dibattito pubblico sul tema e trovare soluzioni immediate

Lavori iniziati o appaltati e mai finiti; rischio di chiusura di alcuni reparti; mancato ritorno di servizi trasferiti momentaneamente in altre strutture. Sono numerosi i problemi che affliggono l’ospedale “Ferrari”, ma sarebbe scarsa l’attenzione del governo cittadino e del Consiglio comunale di Casarano. Lo sostiene la Uil-Fpl in un documento in cui si elencano i “gravi e irrisolti problemi” che attraversa la sanità casaranese e del presidio ospedaliero in particolare. Il documento, molto dettagliato, è stato spedito nei giorni scorsi al sindaco, Remigio Venuti, e per conoscenza al direttore generale dell’Asl, Guido Scoditti; al presidente del Consiglio comunale, Paolo Zompì, e a tutti i consiglieri comunali. Grande attenzione pone il sindacato soprattutto sui lavori non completati. Il documento, firmato dal dirigente provinciale Mario Riso, ne elenca cinque: lavori di ristrutturazione al terzo piano del secondo blocco, iniziati quattro anni fa e ancora non completati, dove è prevista l’allocazione di Pediatria; lavori di ristrutturazione del piano terra secondo blocco, appaltati anni fa e mai iniziati, dove dovrebbe essere allocato il Day Hospital oncologico. “Oggi si effettuano al quarto piano del primo lotto – spiega Riso – dove gli ammalati non hanno un minimo di privacy e sono ammassati in spazi strettissimi e dove alcuni devono attendere il proprio turno nella scala di ingresso. Anche per questo quarto piano sono stati appaltati lavori di ristrutturazione, ma mai iniziati”. Ristrutturazione del primo piano del primo blocco, lavori appaltati e mai iniziati, dove si trova il reparto di Ostetricia e Ginecologia con camere a sei posti letto e a volte anche otto, senza bagno in camera “e con un miscuglio tra patologie”. La ristrutturazione prevede la separazione di Ostetricia da Ginecologia e due posti per camera con bagno, “secondo un elementare e fondamentale principio sociale e civile”. La Uil-Fpl cita anche la ristrutturazione ed ampliamento di Rianimazione (lavori iniziati da circa cinque anni ed ancora incompleti) e quella del Pronto Soccorso (lavori appaltati e mai iniziati). “E’ visibile a tutti – scrive la Uil – in quale stato strutturale si tenti di erogare prestazioni sanitarie salva-vita in Pronto Soccorso, dove non vi è privacy, non esiste una camera calda (ambiente nel quale viene spostato l'ammalato dall'ambulanza o dal veicolo privato sulla barella per essere poi trasportato in Pronto Soccorso), non c'è sala di attesa, né per gli ammalati che attendono di essere visitati né per i loro parenti”. Stupefacente anche la condizione delle sale operatorie. “Molto distanti dal reparto di Ortopedia, per cui il trasporto del paziente operato è abbastanza disagiato – osserva il sindacato – ma la cosa che più preoccupa, ed è veramente sconcertante, è che ogni volta che si deve elevare o abbassare la climatizzazione nelle sale operatorie bisogna fare una richiesta ad una ditta esterna la quale interviene a suo comodo”. L’organizzazione sindacale, inoltre, chiede la riapertura di Neurochirurgia, il ritorno al “Ferrari” di Anatomia patologica – “a suo tempo provvisoriamente trasferita nel Presidio Ospedaliero di Gallipoli, anche in considerazione del numero di branche chirurgiche esistenti all'interno del Ferrari di gran lunga superiore ad altri nosocomi”. Al sindaco e ai consiglieri comunali la Uil-Fpl chiede che questi problemi vengano posti all’attenzione dell’opinione pubblica e discussi nell’assemblea cittadina e che “qualche autorevole politico locale, finalmente, iniziasse ad interessarsi in modo serio, professionale e costante delle problematiche sanitarie casaranesi in generale e di quelle dell'ospedale Ferrari in particolare”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!