Taglio Ici. “Governo, ripensaci”

Se il Parlamento è luogo di ratifica e non di confronto

Teresa Bellanova, deputata del Pd, ha presentato ieri alla Camera un ordine del giorno per discutere del taglio indiscriminato dell'Ici. Il Governo ha adottato la formula dell'”invito al ritiro”

Con un “ordine del giorno” presentato ieri alla Camera, Teresa Bellanova, deputata del Pd, ha chiesto al Governo una soluzione di riparto che assicuri risorse ai Comuni delle Regioni individuate dall'Obiettivo 1, colpiti dal taglio dell'Ici indiscriminato voluto dal Governo e costretti, quindi, a mettere in discussione servizi molto importanti per i cittadini. “Notiamo meno di dieci parlamentari della maggioranza in Aula – ha esordito la parlamentare. Questo accade quando il Parlamento viene considerato, invece che luogo di confronto, mero luogo di ratifica. Peccato che veniamo chiamati a ratificare provvedimenti confusi. Questo Governo – ha continuato – dimostra d'avere un'ansia da cronometro: non entra mai nel merito dei provvedimenti, dei contenuti, ma si limita a discettare sui minuti che sono stati necessari per approvare quei provvedimenti. Con l'ordine del giorno che presentiamo oggi – ha spiegato Bellanova – vogliamo richiamare il Governo a riflettere su come il taglio dell'Ici voluto per chi poteva e può permettersi di pagarla fa cadere sui sindaci l'onere di mettere in discussione servizi essenziali per i cittadini. Abbiamo incontrato sindaci di ogni colore politico, li abbiamo ascoltati e abbiamo raccolto il loro grido di dolore: ci dicono che, senza un adeguato riparto dell'Ici che reintegri per intero ciò che il Governo ha tagliato, saranno costretti, per esempio, a tagliare i trasporti per i disabili, cosa che si aggiunge al taglio di Brunetta sui permessi per l'assistenza ai familiari in condizioni di handicap. E mentre il Governo introduce la “social card”, i sindaci ci dicono che potranno essere costretti a tagliare l'assistenza per gli anziani; mentre il Governo licenzia i precari e manda a casa le donne risolvendo così il problema della conciliazione, i sindaci saranno costretti a ridurre i posti degli asili nido e i servizi educativi per i bambini. Non ci sono denari nemmeno per la manutenzione degli edifici comunali, che invece dovrebbero garantire sicurezza e incolumità per le persone che li frequentano, né per progetti di integrazione per le persone immigrate. Per il Sud tutte queste scelte sono insostenibili, visto che il Governo ha usato i fondi Fas come bancomat, ed è per questo che il nostro ordine del giorno chiede di ridare ai Comuni e alle autonomie locali i denari necessari”. Usando la formula dell'”invito al ritiro” dell’ordine del giorno, il Governo ha rifiutato di entrare nel merito del tema sollevato. “Questo atteggiamento – ha commentato Bellanova – dimostra ancora una volta l'indisponibilità del Governo a un confronto di merito, ma soprattutto svela quanto poco sia interessato alla vita quotidiana dei cittadini, che saranno gravemente danneggiati da non volontà di garantire agli Enti locali i fondi per servizi molto importanti”. In allegato il testo dell'ordine del giorno.

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