Radiofarmaci. La parola al difensore civico

La richiesta di Rocco Greco

Rocco Greco, consigliere di maggioranza del Comune di Casarano, chiama nel dibattito sui radiofarmaci Fedele Pisanò, difensore civico. Secondo Greco questi non avrebbe dato finora pareri sull’iter amministrativo del progetto, ma esortato a fare scelte non condizionate da contrapposizioni di partito

Il procedimento amministrativo relativo al progetto per la realizzazione di un centro di produzione di radiofarmaci “è avvenuto nel rispetto delle procedure previste dalla legge”? La richiesta parte da Rocco Greco (Pd), consigliere di maggioranza, ed è indirizzata a Fedele Pisanò, difensore civico della città, per un parere sulla legittimità degli atti. L’istanza è stata inviata, per conoscenza, anche al sindaco Remigio Venuti e a Mario Tafano, prefetto di Lecce. E’ la prima volta che, da quando è scoppiato il caso radiofarmaci, la parte politica tenta di coinvolgere il difensore civico nella vicenda, invitandolo al rispetto delle sue funzioni. Il consigliere comunale, infatti, nella sua istanza cita l’art. 48, comma 12, lettera a) dello Statuto Comunale, il quale recita che il difensore civico ha il diritto di “intervenire presso l'Amministrazione comunale e gli Enti ed Aziende da essa dipendenti per controllare e verificare che il procedimento amministrativo sia avvenuto nel rispetto delle procedure previste dalla legge, dello Statuto e dai regolamenti, segnalando, nei modi e termini stabiliti, disfunzioni, abusi, carenze, ritardi, violazioni e incombenze e promuovendo ogni iniziativa utile al fine di rimuovere le cause”. Per Greco, invece, Pisanò si sarebbe sottratto a questi compiti ed avrebbe svolto un ruolo diverso, come ha spiegato durante il Consiglio Comunale del 16 ottobre scorso. Riferendosi, infatti, sulle presunte illegittimità delle procedure amministrative che hanno portato il Comune di Casarano a concedere la licenza a costruire alla società “Sparkle srl”, committente del progetto, dubbi sollevati dall’associazione “Idee Insieme” e dal consigliere Francesco Ferrari (Udc), l’esponente del Pd aveva sottolineato che l’Amministrazione comunale aveva un preciso strumento per verificare la correttezza, la legittimità e la legalità degli atti amministrativi, ossia il difensore civico. Pisanò era intervenuto nel dibattito con una lettera ai consiglieri comunali, in cui non c’erano pareri sull’iter amministrativo del progetto, ma solo l’esortazione a fare scelte che non fossero condizionate da contrapposizioni di partito. Intanto, dopo essere stata finora alla finestra, irrompe nel dibattito la “Itelpharma”, la società che gestisce l’impianto di produzione di radiofarmaci a Ruvo di Puglia. Con una lettera inviata agli organi comunali, a margine della seduta consiliare del 16 ottobre, Roberto La Forgia, direttore tecnico della società barese, interviene per fare chiarezza “su diverse inesattezze, alcune di gravità notevole”. Tra i rilievi sollevati, la “Italpharma” sottolinea la circostanza di aver ottenuto l’autorizzazione a costruire dal Comune di Ruvo dopo otto mesi, contro i tre giorni lavorativi ottenuto dalla “Sparkle” per avere il via libera a realizzare il suo impianto a Casarano. Una differenza enorme.

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