Dimissioni in bianco. Bellanova: “La legge non sarà abrogata”

La deputata del Pd contro la proposta del ministro Sacconi

“Non permetteremo che la legge sulle dimissioni in bianco venga abrogata”. Lo garantisce Teresa Bellanova, deputata del Pd, in seguito alla proposta di Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, di eliminare il provvedimento varato dalla passata legislatura

Si è svolta ieri mattina l’audizione in commissione Lavoro, di cui è componente Teresa Bellanova, deputata Pd, del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Nel corso dell’audizione, il ministro ha annunciato l’intenzione di abrogare la legge contro le cosiddette “dimissioni in bianco” scatenando forti polemiche. Tale legge, recante “Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonché del prestatore d'opera e della prestatrice d'opera”, proposta da Bellanova nella passata legislatura, è entrata in vigore lo scorso marzo ed è nata per contrastare la diffusa pratica di quei datori di lavoro che richiedono contestualmente alla sottoscrizione del contratto di assunzione anche la firma del foglio delle dimissioni ancora in bianco. Tale pratica si trasforma in una vera e propria arma di ricatto lesiva del diritto alla maternità delle lavoratrici, e più in generale di tutti i lavoratori colpiti da malattia o infortunio. “Abbiamo voluto fortemente questo provvedimento per impedire il ricatto delle dimissioni in bianco – sottolinea Bellanova – volendo tutelare soprattutto le donne, che continuano ad essere soggetti deboli nel mercato del lavoro. Questa pratica, infatti, si verifica con particolare frequenza nei settori a più alta incidenza di manodopera femminile, quando la lettera di dimissioni in bianco diviene pratica ricattatoria: il datore di lavoro chiede la firma del foglio in bianco all’atto dell’assunzione per poi utilizzarlo per liberarsi delle lavoratrici in maternità. Questa legge – continua la deputata del Pd – rappresenta un significativo progresso verso l’acquisizione di fondamentali diritti, anche per i lavoratori precari. L’intenzione del ministro Sacconi è dunque inaccettabile, daremo battaglia fino in fondo perché non si torni indietro su questa grande conquista per i lavoratori e le lavoratrici italiane”.

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