Fondi Ue 2007/2013. Poli: “Un Pon Cultura”

Una soluzione ai ritardi di programmazione

Adriana Poli Bortone, senatrice del Pdl, respinge l’ipotesi della “centralizzazione” dei fondi europei e lancia la proposta di un Pon Cultura cui destinare il 5% delle risorse

“Non credo proprio che l’intento del Governo sia quello di centralizzare i fondi europei, sia perché sarebbe contrario allo spirito delle indicazioni comunitarie e sia perché in termini culturali rappresenterebbe una involuzione rispetto alla ormai comunemente accettata attuazione del federalismo”. Così Adriana Poli Bortone, senatrice del Popolo della Libertà, commenta l’ipotesi circolata negli ultimi giorni su una presunta volontà del Governo di controllare o gestire a livello centrale i fondi europei della programmazione 2007/2013. Ipotesi che sarebbe emersa nell’ambito di un recente incontro tra i ministri Tremonti (Economia), Sacconi (Welfare), Scajola (Sviluppo Economico), Brunetta (Innovazione) Matteoli (Infrastrutture) e Fitto (Affari Regionali) e che si sarebbe tenuto per fare il punto sul quadro complessivo dei fondi. “Altra cosa – puntualizza Adriana Poli Bortone – può essere esercitare per tempo da parte del Governo una sorta di potere sostitutivo in presenza di inammissibili e colpevoli ritardi di programmazione, spesa e infine rendicontazione da parte delle Regioni, oppure ricontrattare con l’Europa una rimodulazione della percentuale per i Pon inserendo per l’Italia anche un Pon Cultura cui destinare almeno il 5% delle risorse europee complessive. Non possiamo tacciare indiscriminatamente di incompetenza – conclude la senatrice – la creatività e la professionalità di tante belle risorse umane del Sud a causa di amministratori che come Vendola e Bassolino hanno dimostrato di essere poco accorti, poco diligenti e dunque poco attenti al Mezzogiorno”.

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