Fitto, le sue prime, avvelenate, ore da ministro

Cronistoria del 6 maggio. Giorno di “editti romani” del ministro Raffaele Fitto

Ma che cosa fa un ministro in pectore, a Roma, dopo aver ricevuto l’attesa notizia della sua nomina? Si rilassa e si gode il momento con i famigliari? Organizza l’imminente trasloco? Festeggia con gli amici del partito? No, niente di tutto questo. Comincia, invece, a lanciare strali

Il 6 maggio 2008 è stato un giorno speciale per Raffaele Fitto. Quel giorno l’ex Governatore della Puglia ha avuto la garanzia dallo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che sarebbe stato nominato ministro degli Affari Regionali, come in effetti è avvenuto due giorni dopo, coronando un sogno inseguito da anni. Ma che cosa fa un ministro in pectore, a Roma, dopo aver ricevuto una notizia del genere? Si rilassa e si gode il momento con i famigliari? Organizza l’imminente trasloco? Festeggia con gli amici del partito? No, niente di tutto questo. Comincia, invece, a lanciare strali. Quel giorno, forte della sua nuova e straordinaria posizione di potere, Fitto rende la vita difficile a Paride De Masi, amministratore delegato del Gruppo Italgest, che durante la campagna elettorale per la presidenza della Regione Puglia, aveva manifestato vicinanza di vedute con Nichi Vendola e non con lui, uscito clamorosamente sconfitto (e non riconfermato, il che equivale ad una doppia sconfitta) per 14mila voti. Fitto si attacca al telefono e si mette in contatto con i suoi fedelissimi di Lecce e Casarano. Che cosa avviene, quel famigerato 6 maggio 2008, nelle due città salentine e che cosa c’entra De Masi? (Continua in edicola sul Tacco d'Italia di giugno)

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