Sbanda con l'auto

Muore un medico

Un medico del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero “Francesco Ferrari” di Casarano, Armando De Lorenzis, 45 anni, originario di Sanarica ma residente a Corsano, ha perso la vita in seguito ad un incidente stradale verificatosi ieri pomeriggio, alle ore 14.30 circa, sulla provinciale che collega Miggiano a Specchia, nei pressi del villaggio Cardigliano

Il medico era alla guida di una Fiat “Brava” che all’improvviso, forse a causa di un malore, è uscita dalla carreggiata e, dopo aver urtato il guard-rail, si è scontrata frontalmente con un pick-up. De Lorenzis, che viaggiava da solo, è morto sul colpo. Il medico aveva appena finito il proprio turno di lavoro presso il “Ferrari” e rientrava a casa dove lo aspettavano la moglie e il figlio di nove mesi. Testimone oculare dell’incidente è stato un collega di De Lorenzis, anche lui reduce da una giornata di lavoro presso il “Ferrari”, che viaggiava dietro l’auto della vittima. Subito dopo l’impatto, ha fermato l’auto ed è intervenuto per soccorrere il collega: ha tentato disperatamente di rianimarlo, ma si è reso conto che non c’era più a da fare. L’incidente e la morte del medico potrebbero essere stati causati anche da uno spiacevole episodio accaduto poche ore prima. I colleghi del Pronto Soccorso, rimasti choccati dalla notizia, hanno denunciato che Dino (come veniva chiamato da amici e colleghi) stava tornando a casa in un particolare stato d’animo. Durante il turno di lavoro, infatti, verso le 11.30, il medico era stato aggredito verbalmente – “in modo piuttosto violento”, assicurano i testimoni – da un uomo che si era presentato nel reparto non per motivi sanitari, ma con la pretesa di sapere il numero di cellulare del Direttore Sanitario dell’ospedale, la dott.sa Gabriella Cretì. L’uomo, che era un parente di un paziente ed aveva avuto dei problemi con il personale medico del reparto di Medicina, riteneva di aver subito un torto oppure di essere vittima di un diritto negato e voleva protestare direttamente con il massimo responsabile del presidio ospedaliero. Alla risposta negativa del dottor De Lorenzis, che non era tenuto a diffondere il numero di telefono del Direttore Sanitario, l’uomo ha risposto con parole pesanti che ha generato un battibecco e che solo grazie all’intervento dei presenti non si è trasformato in aggressione fisica. Dopo il litigio, l’uomo è stato identificato dai carabinieri intervenuti dopo la chiamata fatta dal personale sanitario. “Il collega è andato via veramente angosciato – rivela un infermiere – era rimasto turbato per quello che era successo. Non si può lavorare in queste condizioni”. Episodi simili, anche più gravi, sono frequenti nei corridoi e nelle stanze del Pronto Soccorso. Lo stesso dottor De Lorenzis, circa tre anni fa, fu aggredito, stavolta fisicamente, da un parente di una paziente, subendo uno shock psichico che durò diversi mesi. C’è da dire, inoltre, che il personale, in più occasioni, ha chiesto inutilmente all’amministrazione dell’ospedale l’istituzione di una postazione di polizia o di vigilanza, perché gli operatori sanitari del reparto lavorano ogni giorno in condizioni precarie, causando logorio psico-fisico. “Per la gente noi siamo quelli della malasanità – si sfoga un medico – invece non sa che lavoriamo nel terrore di essere aggrediti verbalmente e fisicamente oppure di essere denunciati dai pazienti o dai loro parenti. Noi cerchiamo di fare solo il nostro lavoro nel migliore dei modi”.

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