Ex convitto Palmieri. Secondo step

Un nuovo finanziamento regionale

E’ previsto per giugno il completamento della biblioteca provinciale realizzata all'interno della struttura. Intanto, con i 700mila euro stanziati da via Capruzzi, sarà possibile dare il via ai lavori relativi al secondo lotto del progetto

Con un finanziamento di 700mila euro, erogato dalla Regione Puglia, nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro “Beni ed attività Culturali” del CIPE, per la sistemazione e valorizzazione degli scavi archeologici, la Provincia di Lecce completerà il secondo lotto dei lavori di ristrutturazione dell’ex “Convitto Palmieri” di Lecce. Il progetto, presentato all’inizio del 2007 in conferenza stampa dal presidente Giovanni Pellegrino e dall’architetto Salvatore Mininanni che lo ha redatto, è in piena fase di realizzazione. Entro il prossimo mese di giugno saranno completati i lavori del primo lotto, per un importo di 1.183.000 euro, che permetteranno l’inaugurazione e l’apertura al pubblico della nuova Biblioteca Provinciale, che sarà un polo culturale attrezzato e soggetto capofila della rete di 36 biblioteche distribuite nel territorio provinciale e di raccordo con altre istituzioni culturali (archivi, musei, centri di documentazione). Con i lavori del secondo lotto (finanziato dalla Provincia con 1.060.000 euro a cui si aggiungono i 700mila euro della Regione), attualmente in fase avanzata, verranno completati la galleria, i locali destinati ad archivi, il laboratorio per il restauro dei beni cartacei, il giardino che ospiterà una piazza con i reperti archeologici portati alla luce. Gli spazi restanti dell’intero complesso dell’ex Convitto Palmieri ospiteranno un centro per le arti moderna e contemporanea, ma una parte di essi sarà messa a disposizione dell’Università del Salento che realizzerà, con fondi propri, un centro per la ricerca e l’ospitalità riservato a studenti, docenti e ricercatori. I servizi offerti e le funzioni programmate saranno diffusi negli spazi dell’ex Convitto Palmieri senza soluzione di continuità, consentendo cioè all’utente di muoversi liberamente e comodamente. L’intero complesso si qualificherà come un polo culturale di ampio respiro, in grado di integrare strutture, funzioni e bisogni diversi.

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