Tutto (o quasi) liscio come l’olio

Maxi-truffa all’Unione europea

Oltre sei milioni e mezzo di euro truffati all'Unione europea, tramite fatture false per 35 milioni di euro. 90 indagati. Di questi 54 sono salentini. Alcuni, anche dai nomi noti, come i Labbate di Ugento e Raffaele Fitto di Maglie (zio dell’omonimo parlamentare)

Mezza Puglia è implicata nella maxi truffa ai danni dell’Unione europea tramite i contributi sull’olio d’oliva. Oltre sei milioni e mezzo di euro ottenuti in modo illecito, tramite fatture false per 35 milioni di euro. 90 indagati. Di questi 54 sono salentini. E anche salentini dai nomi noti, come i Labbate di Ugento e Raffaele Fitto di Maglie (zio dell’omonimo parlamentare). Il pm Ettore Cardinali aveva chiesto il carcere per tutti e 23 i sottoposti alle misure cautelari; ma a 17 è stato risparmiato dal momento che i loro nomi erano sconosciuti alle forze dell’ordine. L’accusa indica nella società “Olearia Le Macine” di Andria di Filippo Patrono il fulcro attorno al quale si sarebbe sviluppata la presunta macchinazione con diramazioni nelle province di Bari, Lecce, Brindisi e Cosenza. Il vortice di produzione, vendite ed acquisto di partite di olio inesistenti sarebbe scoppiato tra il 2005 ed il 2006 e non si sarebbe fermato nemmeno con le prime perquisizioni della Finanza. Il che costituisce un’aggravante che sfocia nell’accusa di ostinazione a delinquere. Gli interrogatori delle persone sotto misure cautelari in carcere e ai domiciliari inizieranno oggi; per gli indagati a piede libero sono previsti per il 19 marzo.

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