Sanremo e i salatissimi messaggini

Quanto costa votare per un cantante

Quanto costa votare da casa il proprio cantante preferito al festival di Sanremo?

E’ appena calato il sipario sull’edizione 2008 del Festival di Sanremo, alle cui serate dagli schermi Tv ho assistito un po’ a spizzichi e bocconi. Ad ogni modo, con queste righe, non intendo assolutamente dire la mia – anche perché non sono all’altezza – sugli schemi e contenuti specifici della manifestazione; desidero, invece, soffermarmi su un aspetto, diciamo così, di contorno – ma, in pari tempo, finanziariamente sostanzioso e importante – all’evento: le votazioni del pubblico da casa, attraverso telefonate o invii di sms, in particolare sul sistema dei messaggini al costo di € 0,75 cadauno. Beh, la storia degli sms per robe del genere, ormai assurta a immancabile rito, è a mio avviso vergognosa, un’autentica porcheria. Già, esiste a monte lo scandalo di quanto si paga ai gestori per il servizio – da 5 a 15 centesimi d’euro – rispetto ad un costo effettivo, il cosiddetto costo industriale, pari praticamente a zero, a voler largheggiare a 0,001 (un millesimo d’euro) per sms. ; oltre a ciò, in circostanze del genere, dalle nostre tasche escono addirittura 75 centesimi d’euro, vale a dire 750 volte il costo. Si può in qualche modo capire l’attivazione di un siffatto meccanismo quando vi sono di mezzo, ad esempio, l’Unicef, l’Airc, Telethon o finalizzazioni benefico umanitarie similari, ma, in una kermesse o gara canora abbinata a trasmissioni Rai, che cosa c’entra, come si può concepire il ricorso a sms definiti “solidali”? A chi va il grosso dei settantacinque centesimi d’euro. Alla Rai (non le versiamo già il canone?) o ad altri enti o società? Chiunque sia il destinatario della messe di soldini, perché si deve abbuffare a scapito dei cittadini? Riflettiamo, qui di tratta di milioni d’euro. Rocco Boccadamo

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