Spazio a merito e trasparenza

Svolta per l'Università del Salento

All’Università del Salento è spazio al merito e alla trasparenza. E' in arrivo la “carta delle migliori opzioni di merito” e il “regolamento per la qualità del reclutamento”

L’Università del Salento, dopo il Senato accademico della scorsa settimana, ha già avviato il percorso di affermazione di regole che scongiurino nepotismi e favoritismi clientelari, a danno del merito e della qualità del suo corpo docente e ricercatore. Tre i pilastri del nuovo percorso: – ragionare in termini di diritti “alla trasparenza” e “al merito”, come tali costituzionalmente garantiti perché fondamentali e dunque superiori e prioritari, anche come tutela giudiziale, rispetto a qualsiasi previsione meramente legale dei doveri di docenti e ricercatori; – formulare un “codice etico” che non sia né una carta dei doveri, secondo il modello dell’Università di Bari, sostanzialmente priva di qualsiasi forza normativa perché incidente sullo stato giuridico dei professori, di competenza esclusiva della legge, né un semplice catalogo di raccomandazioni di buona condotta, sul modello di Bologna; – al contrario, per la prima volta in Italia e tra i primi in Europa, seguire un percorso scandito da atti applicativi dei principi costituzionali di uguaglianza (art. 3), imparzialità (art. 97), valorizzazione e trasparenza dei meriti (artt. 33, 34 e 97), responsabilità pubblica (art. 28), e direttamente attuativi delle leggi 241 del 1990 (riformata dalla l. 15/2005 per la trasparenza nei procedimenti amministrativi), 168 del 1989 (sulla delegificazione a favore delle Università) e 210 del 1998 (sui criteri di selezione dei docenti universitari). Pertanto, tra i mesi di marzo e aprile, l’Università sarà impegnata, attraverso il delegato del rettore alla trasparenza, Michele Carducci: -a promuovere una direttiva indirizzata a tutte le Facoltà e i Dipartimenti, affinché definiscano i propri standard di qualità e trasparenza nelle condotte dei loro componenti, secondo i canoni europei già vigenti; -a elaborare il “regolamento integrato per la trasparenza e la qualità nei procedimenti di reclutamento e progressione del personale docente nell’Università del Salento”, esclusivamente formulato su parametri internazionali di merito; -a redigere un “codice etico”, concepito come “Carta delle migliori opzioni di qualità dei contenuti e di trasparenza delle procedure della comunità universitaria del Salento”, al quale qualsiasi soggetto dell’Università sarà libero di aderire, secondo un’etica istituzionale di responsabilità sul “condividere” il meglio, e impegnarsi quotidianamente per esso, oppure “accontentarsi” di altro e di meno; -a impegnare Facoltà e Dipartimenti a promuovere periodicamente eventi sul territorio, per far conoscere, nella più ampia visibilità, la qualità, il merito, il curriculum dei loro docenti e ricercatori, da mettere al servizio della comunità e del suo sviluppo civile. “Solo così – ha dichiarato il rettore dell’Università del Salento, Domenico Laforgia – la libertà accademica non si tradurrà più in privilegio, ma in stimolante e leale scommessa per i più onesti e meritevoli”.

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