Capoti. Sequestrati beni per due milioni

Nuovi guai per l'impenditore gallipolino

Il Tribunale gli sequestra immobili, rapporti bancari, quote societarie intestate a lui e ai quattro figli. Continua l'inchiesta sul conto di Salvatore Capoti, imprenditore edile di Gallipoli, già ai domiciliari epr estorsione

Ammonta a più di due milioni di euro il valore dei beni (immobili, rapporti bancari, quote societarie intestate a lui e ai quattro figli) che la Questura di Lecce, su disposizione della seconda sezione penale del Tribunale del capoluogo salentino, ha sequestrato a Salvatore Capoti, 58enne imprenditore edile di Gallipoli, ai domiciliari per estorsione dallo scorso febbraio. In seguito al suo arresto, infatti, ebbe inizio un’indagine patrimoniale sul suo conto che si è conclusa nei giorni scorsi. Capoti si era reso colpevole di estorsione aggravata ai danni del titolare della ditta incaricata per l’esecuzione dei lavori di scavo per la realizzazione di Palazzo Coppola, assumendo il monopolio dei lavori di scavo a Gallipoli. Inoltre, Capoti, gestore anche della nettezza urbana al Comune di Gallipoli negli anni tra il 1990 ed il 1996, si sarebbe reso responsabile di svariati episodi estorsivi al fine di imporre le sue ditte per lavori in Gallipoli e nei Comuni limitrofi.

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