Maghi e cartomanti. Veloce calcolo di inizio anno

Alcune riflessioni attorno ad un argomento solo di primo acchito marginale

Alla luce delle ingenti risorse dilapidate dagli italiani per rivolgersi ai maghi e per acquistare i botti di fine anno, Rocco Boccadamo fatica a credere che ampie fasce della popolazione si trovino alle prese con l’indigenza e la miseria

di Rocco Boccadamo Per chiudere in bellezza il 2007 è arrivata fresca, dai telegiornali, la notizia che dodici milioni d’italiani, un quinto degli abitanti compresi neonati e ultranovantenni, sono soliti rivolgersi, almeno una volta l’anno, a maghi e/o cartomanti, dando in tal modo luogo ad un giro d’affari stimato intorno a sei miliardi d’euro. L’informazione, in confronto a quelle che – solo negli ultimi tempi – hanno avuto per oggetto molteplici fatti ed eventi tristi, gravi e drammatici, sembra, di primo acchito, marginale e superficiale, appena uno spillo sui fondali, spesso acuminati, della cronaca. A pensarci su un attimo, offre invece qualche serio spunto di riflessione. Supponendo un ragionevole volume di consultazioni pro capite, proviamo a quantificare in 10mila il numero dei divinatori, con una media individuale d’introiti, quindi, di 60mila euro, corrispondente, più o meno, alla retribuzione lorda annua di un Quadro direttivo (qui, verosimilmente, lordo pari al netto). Altro accostamento oggettivo che sorge spontaneo è la discreta vicinanza di valore fra i sei miliardi degli esborsi in questione e i dieci miliardi di maggiori oneri provocati nel bilancio dello Stato dall’abolizione dello scalone previdenziale che sarebbe dovuto entrare in vigore il 1° gennaio 2008, atto che, come noto, ha inciso in misura determinante sull’intera manovra finanziaria. Numeri, calcoli e parallelismi a parte, alla luce di così tante spese per andare da maghi e cartomanti (con tutto il rispetto per questi ultimi, beninteso finché si comportino onestamente) e alla luce anche delle ingenti risorse dilapidate per i botti di fine anno, si fa fatica a credere che ampie fasce della popolazione del nostro Paese si trovino alle prese con l’indigenza e addirittura la miseria. Forse dovremmo tutti circondarci di specchi nitidi e fedeli e rimirarvi, senza fatture ed eteree previsioni, semplicemente le nostre coscienze.

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