Poli attacca Vendola sull'attività venatoria in agro

Il problema dei cacciatori

Adriana Poli Bortone, coordinatore di Alleanza Nazionale in Puglia attacca la Giunta regionale per alcuni provvedimenti sull’attività venatoria in agro di Lecce

“La Giunta Vendola ancora una volta si mostra in tutte le sue evidenti contraddizioni: questa volta si è prodotta nella concezione assolutamente elitaria dell’attività venatoria escludendo da questa proprio quegli “ultimi” (questa volta i cacciatori) così cari alla retorica vendoliana”. Questa la valutazione del coordinatore di Alleanza Nazionale in Puglia Adriana Poli Bortone rispetto ai provvedimenti del Governo della Regione Puglia che riguardano l’attività venatoria ed in particolare l’ampliamento di alcune aziende faunistiche in agro di Lecce. “I cacciatori “ultimi”, cioè i poveri, quelli che non possono consentirsi di andare all’estero né di pagare per andare nelle aziende faunistiche venatorie – aggiunge Adriana Poli Bortone – diverranno, grazie a Vendola ed all’amministrazione provinciale di Lecce, a quanto pare, sempre più poveri e privati del proprio diritto a dedicarsi ad un antico sport all’aria aperta. Dei provvedimenti in questione (l’ampliamento per centinaia di ettari delle aziende faunistiche “Frigole” e “Fiore” in agro di Lecce) si è giustamente risentito il Comitato dei Cacciatori. Ho chiesto al consigliere regionale Attanasio di intervenire energicamente sull’argomento – continua – non solo per verificare procedure, ma anche per incominciare a guardare con attenzione questi interventi da “ambientalismo” spinto e retrò che caratterizzano la attuale Giunta regionale. Una cultura ambientalista repressiva che intervenendo con Sic, Zps, aziende faunistiche e quant’altro, priva di fatto i cittadini, vuoi i cacciatori, vuoi chi pratica attività, dei loro diritti fondamentali al tempo libero ed al lavoro. Se davvero la Giunta Vendola si preoccupasse dell’ambiente – conclude il coordinatore regionale di Alleanza Nazionale – eviterebbe di creare una emergenza rifiuti quale è quella verso cui la Puglia si sta avviando inesorabilmente al pari della Campania”.

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