Laforgia, quasi rettore

Quattro si ritirano. Corre da solo

Cronaca di una vittoria annunciata. Domenico Laforgia non è stato eletto ieri rettore dell'Ateneo salentino per soli quattro voti. Ma, dato l'eccessivo distacco, gli altri candidati si sono fatti da parte. Per oggi la sua incoronazione è scontata

Alle ore 17, quando le urne si sono chiuse e si è dato il via allo spoglio, solo due schede separavano Domenico Laforgia, preside di Ingegneria, dalla carica di rettore. Contesa con Orazio Bianco, ordinario di Lingua e Letteratura latina, Alfredo Castellano, docente di Fisica, Antonio Fino, docente di Storia contemporanea, e Marcello Strazzeri, preside di Scienze sociali, politiche e del territorio. Due voti soltanto perché per essere nominato ufficialmente, dal momento che i votanti erano stati in tutto 905, gli sarebbe bastato accaparrarsi 454 preferenze; le sue 452 non sono state, dunque, sufficienti. Contestazioni e richiesta di verifica hanno rimesso le carte in tavola. Si è proceduto ad un nuovo conteggio. Dopo il nuovo spoglio, la situazione non è cambiata. Laforgia è costretto ad aspettare il nuovo voto di oggi per esultare. Ma la situazione non lascia prevedere sorprese. Anche perché ora Laforgia è candidato unico. Gli altri quattro si sono fatti da parte per l’eccessivo distacco che li separava da lui. Ecco la situazione che si è delineata al termine dello secondo spoglio: su 909 votanti totali, Orazio Bianco ha ottenuto 29 voti; Alfredo Castellano 39; Antonio Fino 156; Domenico Laforgia 452; Marcello Strazzeri 194. Le schede bianche sono state 27, le e 12.

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