“Perché il Pd”

Alla vigilia delle Primarie

La necessità di risposte concrete. E’ questa la motivazione alla base del nascente Partito democratico. Loredana Capone, candidata alle Primarie del 14 ottobre con Enrico Letta, spiega come sarà il Pd e quali obiettivi si pone

di Loredana Capone* Non è un bel momento. La politica italiana sta vivendo una crisi profonda che ha le sue radici in una più complessiva crisi di sistema. Si avverte uno stato d’animo tutt’altro che ottimista nelle famiglie, nelle imprese, nelle pubbliche amministrazioni, nelle organizzazioni di rappresentanza. Ovunque si sente la fatica di un percorso in salita e stare uniti appare un’impresa. Viviamo, insomma, un momento di crisi che si avverte in ogni settore della società civile. Un momento di disaffezione dei cittadini alla politica che appare troppo impegnata a guardare al presente piuttosto che al futuro. Una disaffezione pericolosa che apre le porte all’antipolitica. Servono grandi cambiamenti nello stare insieme dei cittadini, occorre un progetto condiviso per attuare un sistema di valori pregnanti della vita che oggi, ormai, si sta via via sgretolando. Una sorta di rivoluzione civile per reagire a comportamenti scorretti, disonesti e, talvolta, all’inerzia e all’inefficienza. Avvertiamo tutti la necessità di reimpostare il vivere comune sulla base di quei principi che possano disegnare un contesto più sereno. Penso alla meritocrazia, che possa assicurare, soprattutto ai nostri giovani, più trasparenza e coerenza, cosa che avverrebbe se nei concorsi pubblici o nelle aziende si premiasse il merito in modo da garantire opportunità a chi studia ed ha capacità, e, al contempo, soddisfare i cittadini che chiedono qualità ed efficienza nei servizi . E poi coerenza. Chi osserva non bada tanto alle parole, ma ai comportamenti. Tutti ci attendiamo coerenza nei comportamenti soprattutto in politica, affinchè siano realizzati i programmi elettorali. Per questo è necessario costruire una maggiore coesione nel quadro politico, che possa garantire la prospettiva del risultato ad un programma di riforme indispensabili per migliorare la situazione complessiva del Paese. E con questo obiettivo soprattutto ho manifestato la mia adesione al Partito democratico. Per avere un partito “riformatore” e non “riformista”, che dia ai cittadini le risposte concrete che tutti ci attendiamo. Non un nuovo partito, che già troppi sono le decine esistenti, ma un partito che unisce. Certo, unire due culture così profonde e così radicate nella nostra società, come sta avvenendo nel Partito democratico, è sì un processo complesso e delicato, ma può garantire una migliore prospettiva. Anche guardando alla storia dei nostri anni – penso a quelli che vanno dal 1948 agli anni ’70 – possiamo comprendere come le grandi riforme che hanno fatto del nostro Paese un paese moderno ed efficiente, sono passate da un accordo forte e sostanziale tra la cultura socialista-comunista e quella cattolico-democratica. Per recuperare oggi efficienza dobbiamo porre in essere una nuova sfida riformatrice che punti sul Lavoro, sulla natalità e sullo Sviluppo economico. Questi, come sostiene Letta, i tre pilastri del Partito democratico. Questi i punti cardine sui quali proprio i cittadini chiedono di accendere i riflettori. Il Partito democratico intende convogliare le istanze di cambiamento dei cittadini. Una forza che diventi il maggior partito e che aiuti, così, a dare stabilità al Paese la cui vita politica per troppo tempo è stata caratterizzata dalla frammentazione. Un partito nuovo, aperto e plurale, dove i tanti cittadini onesti possano riconoscersi. Un partito che rafforzi l'unità del centrosinistra. Un partito che si schiera per il bipolarismo e una democrazia governante, senza imbrogli, con chiarezza. Per questo il 14 ottobre chiediamo ai cittadini di essere numerosi. Per questo partecipiamo alle Primarie con Enrico Letta, in modo da garantire sin da ora nei fatti un contributo di giovani (il 75% delle nostre liste) e di coerenza. *candidata alle Primarie del Pd con Enrico Letta

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