Casarano. Crisi Filanto e Adelchi

Le opinioni del primo cittadino

Remigio Venuti, sindaco di Casarano, si pronuncia in merito alla crisi che ha improvvisamente colpito le aziende leader della città. Molte le proteste e gli scioperi dei lavoratori che rischiano il licenziamento

Di Remigio Venuti* La crisi impressionante che rischia di travolgere un gruppo leader nel settore calzaturiero come la Filanto – accanto a quella che contemporaneamente vive anche il gruppo Adelchi – non può che indurre enorme preoccupazione in chi, come noi sindaci, guarda al destino dei propri cittadini e se ne sente responsabile ben oltre, spesso, la possibilità di incidere sui processi reali. Conosciamo bene, per averla vissuta da vicino, l’enorme difficoltà che il settore ha attraversato nell’ultimo decennio, sappiamo la paura che hanno vissuto migliaia e migliaia di lavoratori e il modo in cui licenziamenti e cassa occupazione hanno colpito maestranze che avrebbero avuto diritto a un futuro diverso, anche in virtù del grande sapere professionale maturato. In tutti questi anni il nostro impegno prioritario è stato, come sindaci del territorio, quello di mettere in piedi e attivare strumenti capaci di rispondere alla crisi dei settori maturi, ed è anche per questa ragione che con fiducia e grande aspettativa avevamo accolto il progetto di ristrutturazione aziendale, innovativo e lungimirante, che Filanto aveva innescato puntando sull’innovazione, sulla ricerca di nuovi mercati, sul potenziamento della rete commerciale in Italia e all’estero. L’annuncio dei nuovi licenziamenti arriva dunque come una doccia fredda. Proprio mentre, in altre regioni d’Italia, i settori del tessile abbigliamento calzaturiero registrano aumenti nei fatturati e negli export grazie a efficaci strategie, e il peggio sembra essere definitivamente alle spalle. Ecco perché mentre ci chiediamo se la crisi attuale non possa essere in parte affrontata senza l’enorme emorragia di posti di lavoro annunciata, assumiamo l’impegno, verso la nostra comunità e i numerosissimi lavoratori coinvolti, di seguirne con la massima attenzione gli ulteriori sviluppi per garantire tutto ciò che un’amministrazione locale può tentare di fare. Essere collante con le altre istituzioni sovraterritoriali, Provincia e Regione innanzitutto, e vigilare perché la crisi occupazionale non divenga crisi sociale. Perché ciò non accada è necessario il contributo di tutti. E confidiamo nella volontà dell’impresa di continuare a scommettere sui propri prodotti, sulle qualità dei propri lavoratori, su questa terra. E’ l’invito che oggi mi sento di rivolgere al management di Filanto e Adelchi, nella speranza di poter scongiurare non solo una crisi aziendale, ma soprattutto una debacle sociale. *sindaco di Casarano

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