Tarsu. Ma quanto mi costi

Tutta colpa di un bidone

Imprenditori, artigiani e commercianti della zona industriale di Casarano sul piede di guerra. Denunciano di aver subito innalzamenti spropositati della Tarsu, la tassa per il servizio di smaltimento rifiuti solidi urbani

Sequela di proteste da parte delle aziende della zona industriale per lo spropositato aumento della Tarsu, la tassa per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Imprenditori, artigiani e commercianti rivelano di aver subito un innalzamento di almeno il 300% in un anno, che in alcuni casi tocca il 450%. E le modalità di questo passaggio è avvenuto, secondo le testimonianze degli interessati, accettando un semplice bidone. Si sono rivelate vane finora le proteste allo sportello della “San Marco spa”, la concessionaria dei tributi locali, e dell’Ufficio Ragioneria di Palazzo dei Domenicani. Intanto, per capire meglio la situazione, le aziende hanno chiesto ed ottenuto l’intervento di Assindustria di Lecce. La vicenda è partita da una visita, nel mese di gennaio, di alcuni tecnici della Geotec, la ditta appaltatrice del servizio di spazzatura. “Ci hanno chiesto se avevamo bisogno di contenitori per la raccolta differenziata – racconta un imprenditore – in primo momento abbiamo rifiutato, ma quando ci hanno spiegato che il servizio era gratuito, abbiamo accettato. Anche perché – prosegue – pensavamo che finalmente, dopo tanti anni che si pagava la tassa per avere zero come servizio, c’era una giustificazione”. Qualche settimana fa, però, arriva una vera e propria mazzata con un aumento ingiustificato, secondo gli interessati. Tra i casi più clamorosi, da segnalare un’industria che è passata, tra il 2006 e il 2007, da 2mila a 11mila euro annui di spazzatura. “Tra l’altro – spiegano ancora gli imprenditori – abbiamo notato che le aziende che non hanno accettato il famoso contenitore per la differenziata non hanno ricevuto un aumento così enorme”. E’ difficile capire ciò che è successo. Alcuni contribuenti hanno chiesto spiegazioni presso la “San Marco” e presso l’Ufficio Ragioneria, ma con scarsi risultati. Dalle cartelle di pagamento si intuisce che la zona industriale, dal 1° marzo di quest’anno, è stata inserita tra le zone servite. Fino al 2006, infatti, tutta l’area non rientrava nel perimetro di servizio per cui le aziende pagavano la tassa con uno sconto dell’80%. “Si, ma ci hanno lasciato solo un bidone – osserva un imprenditore – e continuiamo a smaltire la spazzatura come facevamo prima. Non è cambiato a, a parte l’aumento così alto”. Ora si attende l’incontro con gli esperti di Assindustria per capire meglio la situazione. Il vertice si terrà giovedì 5 luglio (ore 16) presso la sala convegni del Cisi, nella stessa zona industriale. Nel frattempo, qualcuno ha già inviato una comunicazione alla “San Marco” e al Comune per informarli che non verserà la rata del 30 giugno.

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