In mostra a Lecce scatti di Albania

Ogni giorno fino al 10 giugno. E poi ad Otranto e a Noci

Importanza documentaria e fascino delle immagini di un passato non troppo lontano. Apre i battenti oggi al Castello Carlo V la mostra “Ritratti di un popolo”

L’appuntamento è per le ore 18:30 nella sala Bastione Sud-Est del Castello Carlo V di Lecce. Lì sarà inaugurata la mostra “Ritratti di un popolo” dagli Archivi di Cultura Popolare di Tirana – Fototeca Marubi. La mostra resterà aperta ogni giorno, fino al 10 giugno, con apertura al pubblico dalle 16:30 alle 21 (e nel mattino apertura riservata alle scuole su prenotazione). La mostra è itinerante e, dopo aver lasciato Lecce, si sposterà in altre due città: ad Otranto, in una delle sale espositive del Castello Aragonese, dal 21 maggio al 10 giugno, e a Noci (Bari) nel Palazzo storico dell’ex Prefettura dal 17 maggio al 10 giugno. Saranno esposte le riproduzioni delle fotografie recuperate e restaurate dagli originali del cosiddetto “patrimonio Marubi”. L’interesse di questi capolavori risiede non solo nella loro importanza documentaria, ma nel fascino che sprigionano le immagini di un passato non troppo lontano che sembra talvolta appartenere a tutti gli europei. Il “patrimonio Marubi” rivive grazie al progetto Shqiperia – la Nobiltà delle Aquile, finanziato con i fondi europei del Programma di Iniziativa Comunitaria Interreg III A Italia-Albania. Riconosciuto legittimamente Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, consiste in un ricco archivio fotografico di oltre 150mila originali negativi, per la maggior parte su lastre di vetro al bromuro d’argento, conservati a Scutari e Tirana presso l’Istituto di Cultura Popolare. In gran parte inediti, risalgono ad un periodo compreso tra il 1850 ed il 1940. Sono considerati dei documenti storici di eccezionale portata perché costituiscono la memoria visiva più genuina dell’evoluzione culturale e dell’identità nazionale del popolo d’Albania Il progetto ha permesso di recuperare 500 negativi inediti e di trasferire la metodologia e ogni tecnica innovativa di sviluppo, restauro e riproduzione su pellicole al poliestere, in definitiva il trasferimento di buone prassi replicabili per estendere l’intervento a tutto il patrimonio fotografico. Le fasi di allestimento del laboratorio fotografico a Tirana e di sviluppo, restauro e stampa sono state curate dal fotografo Gino Bleve. Le foto recuperate ritraggono diversi soggetti: ritratti femminili e maschili, gruppi e ritratti di famiglia, paesaggi e scene di vita sociale, principalmente nel Nord dell’Albania. Emergono con efficace forza espressiva le tradizioni di un popolo ancorato al proprio passato e custode geloso della sua identità.

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