Cisal: “Approssimazione e accordi sottobanco nella sanità pugliese”

Le richieste che Cisal Sanità di Lecce ha avanzato alla Regione per un riordino della sanità pugliese

Giovanni D’Ambra, segretario provinciale e componente del consiglio nazionale di Cisal Sanità, lancia pesanti accuse sulla sanità pugliese. E chiede a Vendola e Tedesco di “cassare” le attuali dirigenze Ausl

di Flavia Serravezza “Virtuo-sismi sanitari pugliesi”. È questa la definizione scelta dalla Federazione Cisal Sanità di Lecce (sindacato della sanità) per parlare delle promesse mai mantenute e delle occasioni perse nell’ambito sanitario pugliese. Diretta la denuncia di Giovanni D’Ambra, segretario provinciale e componente del consiglio nazionale di Cisal Sanità, che sottolinea la mancanza di un vero sistema sanitario pugliese dovuta ad una “politica fatta, il più delle volte, a tarallucci tra coloro che dicono di rappresentarci sia a livello politico che sindacale ma anche all’inefficienza ed inefficacia nella conduzione delle Ausl da parte dei direttori generali”. D’Ambra parla di sperpero di migliaia di euro da parte delle Asl per consulenze, indagini di mercato, convenzioni, software gestionali e call center e di totale mancanza di informazione verso l’esterno. Oggetto di denuncia del segretario Cisal è anche la mancanza di organizzazione dei servizi sanitari pugliesi, che consentirebbe di ridurre, se non di abbattere, le lunghe liste d’attesa. “Basterebbe – fa sapere D’Ambra – che agli ospedali con un vasto bacino di utenza e un elevato e certificato numero di prestazioni ambulatoriali, venissero raddoppiati soprattutto i servizi ospedalieri di diagnostica per immagini (risonanze magnetiche, Tac, Moc, Ecografie, Ecografie Ginecologiche, Radiologia tradizionale) per fare in modo che ne possa usufruire solo l’utenza esterna. È chiaro che, come purtroppo ora accade, caricando anche tutto l’esterno sui servizi ospedalieri attualmente disponibili non ci sarà mai il modo di servire come si deve gli utenti ricoverati (che non dimentichiamolo, hanno la precedenza) e tutta l’utenza esterna”. Dura l’accusa del sindacato Cisal Sanità di Lecce che si dice costretto a “subire scelte organizzative fatte con approssimazione e dettate in larga parte da accordi sottobanco, con sistemazioni di comodo tra il personale, fatte solo attraverso l’appartenenza e l’affiliazione a determinati sindacati e potentati politici, senza tener conto invece delle professionalità, dei meriti, e dei diritti acquisiti”. L’invito che la Cisal fa alle aziende sanitarie della Regione Puglia è volto al rispetto di indirizzi fondamentali riguardo alle strutture logistiche delle Divisioni e dei Reparti ospedalieri, che devono rispettare standard ottimali di utilizzo, e riguardo al numero di personale occorrente per ogni singola Divisione, che deve essere costituito tenendo conto dell’effettivo numero di posti-letto e degli standard di assistenza previsti. La Cisal Sanità denuncia anche una mancanza di ascolto da parte delle Direzioni Generali che anche per questo motivo si ritrovano con bilanci molto negativi. “Per le 12 Ausl della regione Puglia arriviamo (per difetto) – fanno sapere dalla Cisal – a 144 milioni di euro di perdite. Se poi aggiungiamo i lauti compensi ai direttori generali delle 12 Ausl pugliesi (154.937 euro ciascuno) e quelli per i direttori sanitari e amministrativi (123.949 ciascuno) si arriva ad un deficit totale per la sanità pugliese pari a 149.733.000 euro (299 miliardi delle vecchie lire)”. In una richiesta indirizzata a Nichi Vendola, presidente della Regione e ad Alberto Tedesco, assessore alle Politiche della Salute, la Cisal Sanità chiede espressamente di “cassare” le attuali dirigenze Ausl pugliesi per immettere personalità e professionalità nuove, attraverso una selezione curriculare.

[La Cisal elenca, inoltre, in otto punti, le diverse problematiche per le quali il sindacato continua a battersi: 1) numero imprescindibile ed adeguato (con abbattimento della precarietà) del personale sanitario che dovrebbe garantire uno standard ottimale di assistenza; 2) Pronto Soccorso ospedaliero e sistema 118 3) liste d’attesa 4) strutture ed apparecchiature mal utilizzate 6) becero clientelismo 7) nuovo e più serio riordino ospedaliero che cancelli la novità estiva del 3 x 1 (cancellare tre ospedali e costruirne uno nuovo) 8) Nuova e più seria riorganizzazione Ausl pugliesi]

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