Beccati in flagrante

Il triangolo Laura-Marco-Asia. Giustizia è fatta. Forse

Finalmente Asia ha la prova tangibile del tradimento del marito. Il bel Marco della Rocca. Cattivo il giusto. Affascinante il giusto. Un po’ ingenuo, forse

Signore e signori, è fatta. Finalmente la candida Asia Ricci si è accorta che il suo Marco (ve lo ripeto, non è il vero Marco, ma un sosia ingaggiato dal padre per loschi interessi economici, mentre il vero è esule in un’isola praticamente deserta e, detto tra noi, l’aria da naufrago trascurato e virile, gli dona davvero tanto) ha un “inciucio” con la sua (di lui ma anche di lei) migliore amica Laura Beccaria. La storia clandestina tra i due andava avanti ormai da troppo tempo senza la benchè minima interferenza. E anzi lei, che inizialmente si tirava indietro (ma, lo sappiamo, era solo un modo per fare la preziosa; in amore, non lo dimentichiamo, vince chi fugge), negli ultimi periodi chiedeva sempre di più al poveretto. Che non le bastava più come avventura della notte, oppure dei ritagli di tempo. Lei lo voleva tutto per sé. Come se niente fosse. Lo pretendeva ad ogni costo. E la povera Asia, ignara di tutto, aveva però notato atteggiamenti strani e un insolito distacco nei suoi confronti da parte del truffaldino marito. Ebbene, lei fa finta di dover partire ed essere costretta a trascorrere la notte fuori. In pratica gli fornisce l’occasione per l’ennesima scappatella. E lui cade nella trappola. La coglie al volo. Ed eccoli: nell’atelier di lei (di Laura), a dirsi che non si lasceranno mai e che presto la lunga attesa sarà ripagata e la sofferenza premiata e che, ancora, la loro storia presto sarà alla luce del sole. Ma, a dire il vero, per ora è solo alla luce della luna, nell’atelier chiuso al pubblico. Ma non ad Asia. Che riesce ad intrufolarsi furtiva. E si gusta la scena. Sconvolta, ma non troppo. Perché, in fondo, l’aveva capito. E la puntata di oggi è finita così. Con lo sguardo sconcertato di Asia. Lunedì conosceremo i risvolti della storiaccia. Io non scapperei via. Io rovescerei il tavolo da disegno in testa ad entrambi, farei la mia sana sfuriata. E dopo, solo dopo, me ne andrei via soddisfatta.

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