Poli Bortone: “infondate le rassicurazioni di Trianni”

Il sindaco Poli Bortone torna ad evidenziare la precarietà dei servizi e delle strutture dell’azienda ospedaliera

Adriana Poli Bortone torna ad evidenziare la situazione di generale difficoltà in cui versa l’Ausl Le/1, testimoniata da numerose segnalazioni e proteste che continuano a giungere al primo cittadino da parte di operatori sanitari e tanti cittadini alle prese con le disfunzioni dei servizi e delle strutture dell’azienda ospedaliera

Solo a titolo esemplificativo si evidenzia qualche caso che dimostra inequivocabilmente la preoccupante situazione dell’Ausl Le/1. Il 13 luglio scorso il direttore sanitario del presidio ospedaliero di Galatina ha diramato l’avviso di chiusura temporanea dei reparti di Urologia, Otorino e Oculistica (tre articolazioni di Chirurgia generale) per mancanza di personale. Pochi giorni fa una paziente che deve essere operata di cataratta è stata informata presso il presidio di Galatina che l’intervento potrà essere eseguito solo tra 16 mesi. Le è stato spiegato che in questi giorni il presidio sta evadendo le prenotazioni del maggio 2005 e che la frequenza degli interventi è di uno per ogni settimana. Un’altra paziente che deve essere operata per una severa patologia della tiroide è in lista d’attesa da 4 mesi presso l’unità operativa di chirurgia del “Fazzi” di Lecce. L’allungamento dei tempi sarebbe dovuto al taglio al reparto di 20 posti letto ed alla riduzione del 50% delle sedute operatorie presso l’unità operativa da parte del direttore sanitario. Lo stesso direttore sanitario solo pochi giorni fa ha informato tutti gli operatori dei vari presidi ospedalieri che le risonanze magnetiche devono essere effettuate presso strutture private per la temporanea impossibilità di utilizzo di quelle pubbliche. “Mi sono resa conto – evidenzia con forza il sindaco Adriana Poli Bortone – che le rassicurazioni pubbliche di Trianni sull’efficienza dell’Ausl Le/1 sono a dir poco discutibili. La mia denuncia di qualche giorno fa relativa ai dieci mesi di attesa per una visita cardiologia al Fazzi non è evidentemente un caso isolato. C’è una realtà documentata e lampante di precarietà e disagi nelle strutture e nei servizi dell’azienda sanitaria. I casi e le situazioni che mi vengono descritte quotidianamente testimoniano le difficoltà e le carenze strutturali ed organizzative. Che è giusto che i cittadini evidenzino. I miei rilievi – puntualizza Adriana Poli Bortone – non vogliono essere assolutamente una messa in stato d’accusa per i tanti operatori sanitari, che, anzi, troppo spesso pagano quanto i pazienti le disfunzioni del sistema sanitario”.

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