Maggiore attenzione ai piccoli comuni

Il coordinamento nazionale dei Piccoli comuni ha chiesto ai governatori di Puglia, Campania e Basilicata di convocare gli Stati generali dei piccoli comuni del Mezzogiorno d’Italia

No alla Carta di Lisbona che favorisce le grandi realtà urbane, penalizzando in questo modo le piccole realtà territoriali comunali, uccidendone le speranze di sviluppo

Virgilio Caivano, portavoce del Coordinamento nazionale dei piccoli comuni – quelli con meno di cinque mila abitanti – chiede ai presidenti Vendola, Bassolino e De Filippo la convocazione degli Stati Generali dei piccoli comuni meridionali insieme con quella dei tre consigli regionali. Obiettivo, quello di opporsi a quanto affermato dalla Carta di Lisbona, il documento europeo sulle misure di finanziamento per il periodo 2006-2013: «l’idea perversa di favorire le grandi realtà urbane – afferma Caivano – penalizza le speranze di migliaia di famiglie e di giovani che intendono investire il proprio futuro nei nostri piccoli comuni meridionali. A tal proposito – continua il portavoce del coordinamento nazionale dei piccoli comuni – nell’esprimere un sincero apprezzamento per le parole e soprattutto le iniziative, in merito alla miopia della Carta di Lisbona, messe in campo dal presidente del consiglio regionale pugliese, Pietro Pepe, che testimoniano di fatto una notevole inversione di rotta della Regione Puglia in merito alla vicenda dei piccoli comuni, il Coordinamento si mobilita per sensibilizzare la pubblica opinione e la classe politica italiana, ancora una volta poco attenta alle ragioni dei piccoli comuni». Una maggiore attenzione ed una maggiore sensibilità, nonché una maggiore tutela in sede di Commissione europea: questo chiedono le piccole realtà territoriali, spesso trascurate nel loro fondamentale ruolo, quello di favorire, cioè, un governo sostenibile e un miglior uso delle risorse a livello locale.

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