Antonio Melocore “La cartapesta arte di una vita”

Mostra di arte sacra dal 19 al 25 agosto a Novoli presso la Chiesa San Salvatore in Piazza Aldo Moro

La mostra sarà aperta la pubblico dalle ore 19.00 alle ore 21.00. Un rassegna personale tra ricordi e nuovi lavori dell’ultimo rappresentante degli antichi maestri cartapestai leccesi, custode di una tradizione artigianale fatta di poveri materiali, capace di elevarsi alle vette del sacro

La cartapesta è una delle attività artigianali tipiche del salento, di Lecce in particolare. La forte richiesta di statuaria sacra per le numerosissime chiese sparse sul territorio imponeva una velocità nella produzione che doveva coniugarsi con una esiguità delle risorse economiche a disposizione. La cartapesta, con la sua povertà di materiali, ben si prestava a soddisfare queste esigenze. Inoltre, la necessità di dover portare in processione i vari simulacri che via via le tante parrocchie, confraternite, ordini religiosi ordinavano, richiedeva che essi pur conservando dimensioni ragguardevoli, non fossero eccessivamente pesanti. Il paziente lavoro del cartapestaio iniziava con la creazione di un fantoccio in paglia che stilizzava la corporatura della figura da realizzare. Tal volta a tale fantoccio si applicava la testa e gli arti in terracotta, ricavati da apposite forme a stampo. Successivamente venivano realizzati il corpo e i vestimenti del soggetto con carta colorata con l’aggiunta di colla o grasso animale. Ultimata questa fase si procedeva alla fuocheggiatura, alla gessatura ed infine alla pittura dell’opera. I soggetti rappresentati erano tra i più vari con un’altissima percentuale di Madonne. Oltre alle grandi statue destinate agli oratori pubblici e privati si creavano statuine che, protette da campane di vetro ornavano quasi tutte le case del salento, abbienti e non. Tra i soggetti più famosi è doveroso annoverare le figure presepiali che con gusto ottocentesco coniugavano gli archetipi della cultura presepistica napoletana al dinamismo formale della scultura barocca. Per tutta la fine del XIX secolo e gli inizi del XX la cartapesta leccese invade il panorama artistico italiano ed internazionale, distinguendosi soprattutto nella realizzazione di arte sacra e conseguendo numerosi ed importanti riconoscimenti, grazie anche alla maestria di talenti quali G. Manzo, F. Caretta e G. Malecore. Antonio Malecore, artista ottagenuario, continua con incessante passione a portare avanti l’opera iniziata nel lontano 1898 dallo zio Giuseppe. Con la stessa perizia e pazienza crea dalle sue mani innumerevoli volti di Cristo, Madonne, Santi, pastori, secondo nuove e vecchie iconografie, come fosse un ponte tra il passato ed il presente. L’arte della cartapesta, sebbene viva oggi un periodo di crisi, dovuto alla diffusione di sculture in materiale plastico, prodotte in serie, continua ad essere apprezzata proprio grazie al lavoro di maestri come Antonio Malecore che preservano la tradizione artigianale leccese da contaminazioni a scopo commerciale. Nelle mani del maestro Antonio la povera carta diventa stoffa finissima per ricchi vestimenti dei Beati del cielo. La terra e la carta si uniscono nell’ assoluta povertà di una volta per rinnovare il miracolo dell’arte e portare nel nostro mondo un riflesso di paradiso.

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