“Corrispondenze”: arte contemporanea e multimedialità a Lecce per l’Anno Europeo del Patrimonio culturale

Di Antonio Lupo; foto courtesy PrimopianoLivingallery

 

“Corrispondenze” è il titolo della mostra di poesia visiva contemporanea allestita presso l’ex Conservatorio di Sant’Anna a Lecce, dal 10 al 27 Novembre 2018. L’evento, patrocinato dal Comune di Lecce, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ed inserito nel Calendario dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, è stato ideato e organizzato dalla Associazione Culturale Primo Piano LivinGallery .

Curatrici della mostra sono Rose e Dores Sacquegna; Dores, artista oltre che curatrice, presso la stessa associazione, nel 2013 aveva già realizzato una mostra di grafica d’arte, di illustrazione e di poesia visiva, una documentazione di opere soprattutto su carta (con alcune opere della collezione di Salvatore Luperto).

Anche in quella occasione, tra gli autori – ci dice Dores Sacquegna – vi era la poetessa Liliana Ebalginelli, che si esibì in una performance. È stata presente nella serata di inaugurazione, durante la quale si è potuto assistere al suggestivo evento performativo di teatro sperimentale intitolato “Anatomia di un calligrafo-Atto II”, ideato e diretto da Massimiliano Manieri, artista poliedrico salentino, attratto dalle tecniche performative sperimentali, dalle sovraimpressioni linguistiche e dalla scomposizione narrativa.

La rassegna odierna si arricchisce di libri d’artista e di opere realizzate e fruite attraverso le tecnologie digitali della contemporaneità.

 

// L’INTERVISTA A DORES SACQUEGNA

Come è nata questa nuova iniziativa?  

Il rapporto tra parola e immagine in chiave contemporanea è il focus che muove il progetto. Il titolo “Corrispondenze” è mutuato dalla raccolta di poesie del testo “Spleen e l’Ideale” del libro I Fiori del Male di Charles Baudelaire. Secondo il poeta, “La realtà è il luogo in cui si entra in contatto con il mondo spirituale, con quella verità più profonda delle cose che va al di là del loro aspetto esteriore: il tempio”.  Ecco perché abbiamo scelto come location l’ex Conservatorio di Sant’Anna, uno dei beni monumentali più interessanti a livello architettonico della città di Lecce. Accanto ad esso sorge la Chiesa di Sant’Anna. Un contenitore espositivo ma anche un luogo di “corrispondenza” tra mondo materiale e mondo spirituale, che pone l’accento sull’incontro simbolico di mondi apparentemente lontani, come diceva Baudelaire.

Venticinque sono gli artisti (poeti, registi nazionali ed internazionali) che espongono singolari opere visive, sonore e olfattive; quali sono le loro caratteristiche ?

La mostra è suddivisa in quattro sezioni: Libro d’Artista (Liliana Ebalginelli, Rainer Otto Hummel, Maria Luisa Imperiali, Bela Limenes, Fides Linien, Katarina Norling, Nel Ten Wolde, Anna Lambardi),  Installazioni verbo-visuali (Rainer Otto Hummel, Maria Gabriella Marra, George Syrakis, Dores Sacquegna, Andy Arthuin, Alina Lutaeva), Mail Art (Joanna Gibbs, Orna Hodara Hatzor, Margarita Henriksoon, Rainer Otto Hummel, Natalia Proskuriakova, Evgeniia Utochkina) e infine i Video Poemi (John Cage, Marceli Antunez Roca, Willem Martinot, Anna Lambardi, Maria Rosaria Cristaldi, Cor Fafiani, Andria Santarelli, Peter Liashkov).

Tutti gli artisti in mostra si misurano con l’eredità de “I fiori del male” di Baudelaire. Essi sono i germogli di un nuovo modo di fare poesia e vivono il costante mutamento e il nomadismo tecnologico, ubbidendo alla visione disincantata di un mondo contemporaneo al loro.

L’arte contemporanea cambia con il tempo e si misura con il quotidiano, riempendo spazi specifici, simbolici, narrativi, dando vita ad uno sconfinamento dell’identità del segno verbale e iconico come nel caso della “poesia tecnologica” con i libri d’artista “Sirenas” e “Arbol de fuego” di Bela Limenes o alla poesia narrata sui quattro elementi con “Panta Rei” di Anna Lambardi. Tra poesia concreta e poesia simbolica, troviamo il poema verbo-visuale  di Liliana Ebalginelli, con “Wholly, Un amore del tutto differente tenero da spezzare il cuore”. Tra simbolismo visionario e libro-contenitore troviamo le opere di Maria Luisa Imperiali con “Mots comme mouilletes”, un libro che racchiude sensazioni olfattive date dai profumi orientali e tattili dei materiali inclusi e Rainer Otto Hummel  con l’opera “Doku-Menthe” che realizza una sorta di archivio, realizzato con materiali di prelievo e di consumo quotidiano come la carta e la menta. Il gesto poetico-visuale è anche nell’opera multimediale di Nel Ten Wolde, presente con un grande libro dal titolo “Everything is not what it seems” creato con tecnica mista di pittura, collage, scrittura su foglio bianco.  Il suo lavoro si può definire come il punto d’incontro tra l’arte figurativa, in ogni suo aspetto, e la poesia così come noi la conosciamo. Anche George Syrakis, con “Armonia del crepuscolo”, omaggia Baudelaire. L’opera multimediale è composta da una teca quadrata in plexiglass al cui interno risiedono un violino, un centinaio di occhiali da vista e due cervelli in resina. Con questi materiali l’artista si pone “oltre la parola”, alla ricerca di un linguaggio postmoderno che nel presente della “quotidianità” si dà come montaggio e articolazione di segmenti iconici e verbali. Tra le altre installazioni verbo-visuali concettuali in mostra, il mappamondo “Whole the world” di Alina Lutaeva, i ricami su tela dal caos all’ordine nel trittico “Thread” di Andy Artyhuin, il patchwork visuale di Dores Sacquegna, dal titolo “Il libro della terra”, e l’installazione “La ruota degli esposti: lettere dell’abbandono” di Maria Gabriella Marra.

Una parte della mostra comprende opere associate al sonoro, al video e alle tecniche multimediali…

In questa sessione ho voluto aggiungere due tributi significativi: il primo a Baudelaire, e il  secondo a  John Cage, musicista americano con “Motion” nata come omaggio a Galileo Galilei nel duetto III e “Here we are now” che è una poesia cinetica presa dal testo di “lecture of nothing”.  Dalla storia al contemporaneo con uno degli artisti più conosciuti della Spagna per l’uso di tecnologie digitali nel campo della performance meccatronica e dell’installazione artistica: Marcel.lì Antunez Roca, con “Protomembrana”, una narrazione verbale e grafica sulla sistematurgia sotto forma di performance, realizzata in un ambiente interattivo e dinamico. Con “It is your life”, il regista e fotografo olandese Willem Martinot esegue un cinematografico poema ispirato a Charles Bukowski, dove invita lo spettatore a inventarsi e reinventarsi in un video lirico e particolarmente poetico. Scritto in inglese, con sottotitoli in lingua italiana. Con “Panta Rei”, l’artista italiana Anna Lambardi, riassume in ambito sonoro il suo libro d’artista, che narra la storia dell’esistere, la natura umana e i quattro elementi. Con “Brevità dell’assenza”, la poetessa italiana Maria Rosaria Cristaldi propone – attraverso immagini in movimento – il suo contributo poetico ad una particolare sfera emotiva che attiene un sentimento inevitabile nelle vita di ognuno. L’assenza ci rende ospiti di spazi difficili da abitare, decretando il nostro “stare” in una condizione che, tuttavia, ci si augura il più breve possibile. Le immagini sono sue ma anche di Patrizia Cristaldi, Pietro Stefano, mentre il sonoro di Donatello Pisanello. Immagini che rievocano i luoghi della memoria, ma anche la natura dove regna sovrano il silenzio e il rumore del mare. Presenza e assenza sembrano avere in comune la condizione dell’ essere qui ed ora. La brevità  dell’assenza, non è altro che quel fugace momento in cui ci si rende conto del valore della vita. “Saer Fragments” è un lungometraggio a quattro mani realizzato da Peter Liashkov, artista multimediale americano, e Gustavo Quinteiro, regista argentino. Il film è ispirato ad un testo dello scrittore argentino Juan Josè Saer e la trama del testo narra di una passeggiata di due uomini per raggiungere un bar durante il temporale. Due generazioni che si incontrano, un uomo giovane e un uomo vecchio, che rientra nel suo paese dopo un assenza di due decenni. Il video è accompagnato da una colonna sonora elettronica che contrasta fortemente con la crudezza delle immagini. Con “Pan-Anima”, l’olandese Cor Fafiani si ispira alla figura mitologica del Dio Pan (fauno della mitologia romana)  e all’amplesso erotico con la ninfa Eco. L’installazione trasuda acqua e si scoglie, mentre le parole  scorrono nel video. Chiude la rassegna il video “Poeme” della francese Andria Santarelli, ispirato a Baudelaire ma anche a tutti gli artisti e scrittori che hanno segnato lo spirito dell’epoca in Europa.

 

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