Agende Rosse a Lecce

 

Lecce. Sit-in il 18 settembre per informare i cittadini sulla storia del Maresciallo Saverio Masi, testimone chiave del processo sulla Trattativa Stato-Mafia

Giovedì 18 settembre dalle 17.00 alle 20.00, il Movimento delle Agende Rosse Salento, rappresentato dal Gruppo “Sognatori Resistenti Fonte-Montinaro”, sarà presente con un sit-in davanti alla Prefettura di Lecce per informare i cittadini della storia del Maresciallo Saverio Masi, caposcorta del Pubblico Ministero Nino Di Matteo e testimone chiave del processo sulla Trattativa Stato-Mafia in corso a Palermo. Eccellente elemento, in passato, del Reparto Operativo dei Carabinieri, il Maresciallo Masi ha avuto il coraggio di denunciare i suoi superiori e di muovere loro un’accusa gravissima: avergli impedito la cattura del boss Bernardo Provenzano nel 2001 e quella, nel 2004, dell’attuale reggente di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro. Da quel momento Masi subisce qualsiasi tipo di vessazione, dall’allontanamento dal Reparto Investigativo palermitano al processo per una multa presa in servizio, per la quale ci sarà il prossimo 30 ottobre in Corte di Cassazione l’ultimo grado di giudizio, dopo la condanna in appello a 6 mesi di reclusione per falso materiale e tentata truffa. In caso di conferma della condanna, Masi rischia di essere destituito dall’Arma. L’infiltrato Luigi Ilardo, sulle cui parole si basa l’altro processo in corso a Palermo nei confronti degli ex ufficiali del Ros Mario Mori e Mauro Obinu per la mancata cattura di Bernardo Provenzano a Mezzojuso nel 1995, confidò una volta al tenente Michele Riccio che in Sicilia i boss “o si ammazzano o si vendono”. Ad essere segnato non è, però, solo il destino dei boss. Se analizziamo la storia del nostro paese degli ultimi trent’anni, ci accorgiamo che anche ai servitori fedeli dello Stato, a chi tenta di compiere il proprio dovere nella lotta contro la mafia erano e sono riservati due “trattamenti”: la morte fisica oppure l’isolamento, la denigrazione, la lenta ed inesorabile delegittimazione del proprio ruolo e delle relative funzioni e azioni che da esso scaturiscono. E’ questo il destino a cui andrebbe incontro il Maresciallo Masi, recentemente denunciato anche per un’intervista rilasciata sulla sua storia dai suoi avvocati. “Continuo a nutrire piena fiducia nel maresciallo Masi e mi sembra francamente singolare che mentre a Palermo si cerca di verificare la fondatezza delle sue denunce, un’altra autorità giudiziaria incrimini per diffamazione gli autori delle suddette denunce e perfino i difensori e i giornalisti che la hanno rese note” – ha dichiarato il PM Nino Di Matteo. Appuntamento, quindi, giovedì alle 17 davanti alla prefettura di Lecce. Il Processo sulla Trattativa Stato –Mafia riprenderà invece il 25 settembre a Palermo.

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Info sull'autore

Salvatore Ventruto

Giornalista pubblicista. Ossessionato dal dubbio, prigioniero della curiosità.

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