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Inquinamento atmosferico. Perché studiarlo?

//SPECIALE MAPEC// L'importanza dello studio sugli effetti dell'inquinamento atmosferico nei bambini. Tra gli obiettivi, individuare marcatori di danno biologico predittivi dell'insorgenza di patologie croniche in età adulta

di Salvatore Ventruto Perché un progetto di ricerca sugli effetti nocivi provocati dall’inquinamento atmosferico sui bambini? Perché il MAPEC? Negli ultimi anni si parla molto dei danni alla salute provocati dall’inquinamento atmosferico, trascurando forse le conseguenze molto più gravi che gli agenti aerodispersi possono provocare sui bambini per diverse ragioni, come la maggiore attività fisica, più tempo all'aperto, maggiore quantità di aria inalata per unità di peso, immaturità di alcuni organi, tra cui i polmoni, e dei meccanismi di riparazione cellulare. Da qui l’interesse a studiare gli effetti dell'inquinamento atmosferico nei bambini, con l'obiettivo di individuare marcatori di danno biologico predittivi dell'insorgenza di patologie croniche in età adulta. Alcuni fattori possono influenzare gli effetti dell'inquinamento atmosferico, modulando la risposta dell'organismo, sia in termini di aggravamento che di attenuazione del danno, tra cui l'alimentazione, l'attività fisica e l'esposizione ad altri inquinanti, come quelli presenti all'interno delle abitazioni. Il MAPEC si propone di studiare gli effetti biologici precoci da esposizione a inquinanti atmosferici, quali il danno al DNA e la presenza di micronuclei, nelle cellule della mucosa orale, nonché i fattori che possono favorire tali danni nei bambini in età scolare. La ricerca consentirà di ottenere dati riferibili all'intero territorio nazionale, sia per quanto concerne le misure di esposizione che per quelle di effetto biologico. I ricercatori garantiscono che “nessun tipo di indagine genetica verrà effettuata sulle cellule prelevate ai bambini”. Inoltre, il prelievo del campione risulta essere molto semplice e poco invasivo e quindi accettabile, sia dai bambini sia dai genitori. Infatti, per la raccolta delle cellule della mucosa orale, sarà chiesto ai bambini di sciacquare due volte la bocca con una soluzione salina e la saliva sarà raccolta in tubi contenenti 15 ml di soluzione fisiologica, in modo da ottenere le cellule da analizzare. Successivamente, le cellule epiteliali della mucosa orale, da destinare al test del micronucleo, saranno prelevate con uno spazzolino interdentale all’interno della guancia. Da questo momento i bambini sono liberi e non “resta altro” che inviare i vetrini nei rispettivi laboratori per completare l’opera.

Info sull'autore

Salvatore Ventruto

Giornalista pubblicista. Ossessionato dal dubbio, prigioniero della curiosità.

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