Pet, Mellone risponde. Ma a metà

 

Lecce. Valdo Mellone direttore Asl di Lecce difende il suo operato sul bando Pet. Dove un privato giudica il pubblico

Abbiamo pubblicato ieri la lettera del direttore della Asl di Lecce, con una dettagliata difesa del suo operato sul bando per la Pet pubblica all’ospedale Vito Fazzi. La riproponiamo oggi con alcune nostre annotazioni relative ai tanti dubbi che la stessa lettera ha sollevato.

1. In merito alla circostanza che la Commissione di gara non ha previsto la presenza della “eccellenza” del Policlinico di Bari, ricorrendo invece a valenti professionisti provenienti da fuori Regione, segnaliamo che tale scelta è intervenuta (delibera 1284 del 23 luglio 2012) successivamente alla scadenza del termine per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso per Primario di Medicina Nucleare (07 maggio 2012), ad evitare illecite interferenze tra le due procedure: al concorso infatti hanno chiesto di partecipare tanto il Prof. Giuseppe Rubini che due suoi collaboratori. E’ evidente che una scelta diversa avrebbe determinato un’ombra sulla imparzialità e trasparenza o della gara per la PET-Te o del concorso per Direttore di Medicina Nucleare. La partecipazione del Dottor Angelo Mita, invece, anch’egli concorrente, a poteva aggiungere e a ha aggiunto rispetto ai titoli da lui già acquisiti sul campo in un biennio di reggenza, costituendo invece suo dovere d’ufficio quale Direttore Reggente della Medicina Nucleare. Questo significa che secondo Mellone, dei due concorrenti al posto di primario, uno, se fosse stato scelto avrebbe procurato “illecite interferenze” e “determinato un’ombra sulla imparzialità e trasparenza” della gara, l’altro, concorrente allo stesso posto, no. Perché? Quindi la scelta dei membri della commissione si è basata su congetture sulle supposte “illecite interferenze” oppure sui titoli dei componenti e sui dettami di legge? MLM

2. E’ inconfutabile quindi che il Prof. Rubini sia entrato a piedi uniti in due procedure aperte da una ASL che non è la sua e sulla quale non ha certo potere alcuno di giurisdizione: quindi in una gara ad elevato contenuto economico e tecnico-scientifico ed in un concorso nel quale è stato direttamente interessato. E’ inconfutabile l’oggettiva interferenza di tale comportamento con la libera decisione del Giudice in merito alla gara Pet-Tc e con la libera decisione della ASL in merito al concorso primariale. Reputo quest’affermazione gravissima, da parte di un dirigente regionale. La giurisdizione, dott. Mellone, è della Regione Puglia (pubblica). Ci sono forse feudi e baronati e confini (pubblico-privati) da non superare? Così sembrerebbe. L’opinione di un illustre medico che opera in una struttura pubblica, il Policlinico di Bari, nonché direttore del Centro di medicina nucleare (pubblico) è un’opinione che “pesa” sull’opinione (pubblica), e che apre uno squarcio sul mondo dei bandi (pubblici) dall’ “elevato contenuto economico e tecnico-scientifico” (privato). Un medico, sebbene illustre, e un giornale, sebbene documentato, avrebbero la capacità di interferire sulla decisione del Giudice? MLM

3. La competenza dei Commissari di gara provenienti da fuori Regione è indiscutibile: si tratta di Direttori di Unità Operativa Complessa di alto profilo e prestigio. tendenziosa l’affermazione del Prof. Rubini sulla circostanza che entrambi lavorino con apparecchiature prodotte e commercializzate da una delle ditte concorrenti alla gara per la Pet-TC: se avessi nominato commissari dalla Puglia avrei sortito il medesimo effetto, all’incontrario, come evidenziato dallo stesso Prof. Rubini. Che i medici esterni lavorino su macchine Philips (la ditta che si è aggiudicata il bando) è una pura coincidenza, l’ho specificato. E’ una chicca, se vogliamo definirla così, frutto di mie ricerche, non è un’affermazione di Rubini. MLM

4. Quanto infine al giudizio sul Dott. Mita, l’ASL Lecce la respinge come scorretta, ingiusta ed arbitraria. Rivendica invece con orgoglio l’operato della Medicina Nucleare del Fazzi che, con il Dott. Arditi prima e con il Dott. Mita ora, ha sempre garantito prestazioni di eccellenza con il pieno soddisfacimento dei bisogni della popolazione residente, pur tra le mille difficoltà che contrassegnano la nostra Sanità. Il Dott. Mita è Professionista di altissimo livello, sulla cui competenza ed abnegazione facciamo pieno affidamento come risorsa preziosa di Azienda. Sulla professionalità del dott. Mita non abbiamo alcun dubbio e non è mai stata messa in discussione, tantomeno da Rubini. L’obiezione sollevata da Rubini, e che abbiamo riportato perché autorevole, è che al Fazzi non c’è la Pet, dunque i dottori, compreso Mita, che presiede la Commissione giudicatrice, non lavorano sulla Pet. La frase, che abbiamo registrato in tutta la sua crudezza, meritava di essere pubblicata. Nell’interesse dell’opinione pubblica, cui noi sicuramente teniamo. 

5. La norma di legge citata (Codice dei contratti, ndr) è stata modificata dal D.Lgs.113 del 31.3.2007 che ha inserito quale primo criterio, in assenza di risorse interne, la scelta tra funzionari di amministrazioni aggiudicatrici di cui all’art. 3 comma 25 del medesimo codice dei Contratti. Gli altri criteri (attingere all’elenco presso gli Ordini professionali e rivolgersi alla Università, ndr) sono sussidiari. Le amministrazioni di appartenenza dei due Commissari nominati sono, appunto, amministrazioni aggiudicatrici. Nessuna violazione di legge, quindi. Leggo sul sito dove lavora uno dei componenti la Commissione giudicatrice: “L’Istituto di Candiolo è l’unico esempio in Italia di centro di ricerca e cura realizzato senza l’intervento dello Stato o di enti pubblici, ma esclusivamente attraverso la diffusa e solidale partecipazione di oltre un milione di donazioni privati, enti, istituzioni, imprese e fondazioni bancarie piemontesi”. L’articolo del Codice dei contratti che Mellone evoca prevede che un privato possa giudicare un bando pubblico? Perché ci troviamo di fronte a questo caso quantomeno paradossale, che peraltro non riscontriamo nei codicilli citati dal direttore della Asl. E se si, perché scegliere un privato convenzionato di Torino e non uno dei tanti, di qualità, privati convenzionati pugliesi? Per i commissari esterni è previsto un compenso? E quanto si sarebbe risparmiato in trasferte, vitto e alloggio, attingendo all’Università di Bari o ad altre “amministrazioni aggiudicatrici” pugliesi?

Infine, non ha risposto, Mellone, sul perché le burocrazie per i malati di tumore siano aumentate. Perché per fare la Pet a Cavallino ora serve un timbro o una firma in più, che fino al 30 gennaio non erano necessari? MLM

RIPERCORRIAMO LA VICENDA ATTRAVERSO GLI ARTICOLI GIA’ PUBBLICATI: Pet-tac: le amnesie di Vendola Pet Tac. Nuova sentenza contro la Regione: ‘Rimborsi i pazienti’ Pet: ‘il presidente di commissione è incompetente’ Pet: tante anomalie in un unico bando Pet Calabrese nuovamente senza budget

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