Bonelli: ‘Vi presento Rivoluzione civile’

 

Roma. L’ambiente, l’energia pulita, la sanità. Il manifesto del partito di Ingroia commentato dal presidente dei Verdi, in lista alla Camera

ROMA – La legalità e la solidarietà come pilastri per la ricostruzione del paese, una nuova politica antimafia che abbia come obiettivo l’eliminazione delle organizzazioni criminali e lotta alle loro strutture finanziarie e ai loro rapporti con il potere politico, il ripristino della democrazia nei luoghi di lavoro e del diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo, l’uscita dei partiti da tutti i consigli di amministrazione degli enti pubblici e dalla Rai, uno sviluppo economico che rispetti l’ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini. Sono questi alcuni dei punti programmatici contenuti nel Manifesto di Rivoluzione Civile, il movimento che, raccogliendosi attorno all’ex pm di Palermo Antonio Ingroia, si presenta agli elettori come l’unica alternativa alle politiche di Berlusconi e Monti. Per comprenderne meglio le prospettive politiche abbiamo ascoltato il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, candidato alla Camera dei Deputati in Puglia e attuale consigliere comunale a Taranto che, a coloro i quali accostano Rivoluzione Civile al fallimentare progetto di Sinistra Arcobaleno del 2008, ribatte: “Rivoluzione Civile è innanzitutto un movimento civico, progressista ed ecologista che non ha alcuna intenzione di fare la Sinistra Arcobaleno. C’è sì al suo interno la presenza di una sinistra italiana, oltre alla nostra, ma c’è soprattutto la presenza consistente e significativa di realtà civiche del nostro paese e di personalità di spicco di movimenti ed associazioni”. Presidente Bonelli, molti addetti ai lavori vi accusano di essere un “revival” di quella Sinistra Arcobaleno che nel 2008 non convinse gli elettori rimanendo fuori dal parlamento. Cosa vi differenzia da quel progetto? “Rivoluzione Civile è innanzitutto un movimento civico, progressista ed ecologista che non ha alcuna intenzione di fare la Sinistra Arcobaleno. C’è sì al suo interno la presenza di una sinistra italiana, oltre alla nostra, ma c’è soprattutto la presenza consistente e significativa di realtà civiche del nostro paese e di personalità di spicco di movimenti ed associazioni, dal presidente del WWF Italia al leader della Tavola della Pace Flavio Lotti, Ilaria Cucchi, Franco La Torre e potrei continuare con tanti altri. È quindi un movimento civico, progressista ed ecologista che vuole avviare un forte rinnovamento del paese. Quindi questo rischio non c’è assolutamente”. Quindi, i partiti presenti nel progetto non rischiano di “annacquare” lo spirito civico della vostra proposta politica? “No, credo sia esattamente il contrario. Pensi che i partiti o i rappresentanti dei partiti nelle nostre liste sono meno del 50%, anzi posso dire che il 60% delle candidature provengono dalla società civile. Gli esponenti dei partiti non sono candidati ai primi posti, chi al terzo o quarto posto e questo secondo me è un segnale molto importante che non deve passare inosservato”. Voi vi definite l’unica vera alternativa al berlusconismo ed al montismo però ogni giorno non mancate di punzecchiare pesantemente PD e SEL. Non ritiene che questa posizione o strategia sia alquanto contraddittoria? “Noi avevamo proposto al Partito Democratico e a Sinistra Ecologia e Libertà una intesa programmatica. Io personalmente ho scritto nei mesi di settembre – ottobre a Bersani, indicandogli quattro punti su cui costruire una alleanza di governo per il bene del paese. Al primo posto la cancellazione del programma relativo alla costruzione dei cacciabombardieri F-35 per destinare i 14 miliardi di euro alle politiche di sviluppo, del lavoro, della conversione ecologica del nostro paese, del trasporto pubblico, della sanità. Al secondo, l’impegno per una legge sulla riduzione del consumo del suolo, al fine di bloccare la progressiva cementificazione delle terre agricole, che per noi rappresentano la cassaforte del futuro. Il sostegno delle attività agricole, attraverso l’utilizzo sostenibile dei terreni agricoli e il miglioramento della qualità della produzione e dei prodotti agricoli, rappresenta ripeto il nostro futuro. Un altro aspetto è l’utilizzo del suolo agricolo per la produzione di energia elettrica rinnovabile. Bisogna favorire il finanziamento delle attività economicamente sostenibili, indirizzando le risorse pubbliche e ridistribuendo il peso fiscale in base all’impronta ecologica. Proponiamo, quindi, uno sviluppo delle energie rinnovabili capace di creare veri posti di lavoro ma nel rispetto pero dei vincoli ambientali e del paesaggio”. La Regione Puglia risulta essere all’avanguardia nella produzione di energia rinnovabile… “Lei crede che piazzare indiscriminatamente gigantesche pale eoliche sul territorio, modificandone il paesaggio voglia dire essere all’avanguardia? Io penso proprio di no. Un altro punto che proponiamo è l’abbandono dei grandi progetti infrastrutturali capaci solamente di sprecare ambiente, territorio e risorse economiche pubbliche e private, come la TAV Torino – Lione e il Ponte sullo Stretto e la contemporanea apertura di centomila nuovi piccoli cantieri per la costruzione di opere ed infrastrutture che mettano in sicurezza il territorio e siano veramente utili al paese,. E’ in questo modo che vogliamo creare posti di lavoro. Ultima, ma non meno importante, proposta che abbiamo fatto al segretario Bersani è quella di lavorare seriamente per un progetto di separazione delle banche commerciali da quelle di investimento, perché non è più accettabile che qualsiasi istituto di credito utilizzi il denaro dei risparmiatori per far operazioni a carattere speculativo, scoperte e di altissimo rischio. Non hanno mai risposto a questi nostri input. Sono loro che non hanno voluto allearsi con noi”. Al punto 3 sempre del vostro manifesto fate riferimento ad una “sanità pubblica che abbia al centro il paziente, la prevenzione ed il riconoscimento professionale del personale medico ed infermieristico”. La sanità pubblica è, assieme alla scuola e all’università pubblica, il settore che nell’ultimo anno ha subito maggiori tagli. Come intendete raggiungere l’ambizioso obiettivo contenuto nel vostro manifesto tenendo conto che solo per quest’anno il nostro paese dovrà affrontare 45 miliardi di euro di ulteriori tagli, imposti dal Fiscal Compact? “Noi siamo assolutamente convinti che occorra una rinegoziazione del fiscal compact. Crediamo che i tagli di bilancio e le stringenti regole di governance pubblica presenti al suo interno, votate in parlamento anche dal Partito Democratico, siano assolutamente insostenibili per il nostro paese. E’ chiaro che l’Italia non può da sola raggiungere questo obiettivo. C’è bisogno di una ampia e convergente azione a livello europeo sulla scia di quanto dichiarato sia in campagna elettorale ma anche dopo la sua elezione dal Presidente francese Hollande. Detto ciò noi di Rivoluzione Civile vogliamo eliminare la corruzione ed il malaffare che ruotano attorno alla sanità, in gran parte legati al fenomeno delle consulenze esterne. Intendiamo anche bloccare i grossi sprechi di denaro pubblico presenti in ambito sanitario attraverso l’introduzione del criterio dei costi standards perché è inaccettabile che prestazioni sanitarie e forniture di beni e materiali, anche se identiche, abbiano un costo completamente differente da regione a regione. Vogliamo inoltre affrontare con estrema serietà e decisione il fenomeno delle cliniche private convenzionate, che in molti casi si rivelano, con la complicità della cattiva politica, delle vere e proprie strutture fantasma, aventi un solo scopo: succhiare denaro al Servizio Sanitario Nazionale, sottraendolo agli ospedali pubblici. E sui rapporti tra cattiva politica e sanità non si può non ricordare la condanna, di pochi giorni fa, in primo grado dell’ex ministro Raffaele Fitto per aver ricevuto dal re nazionale delle cliniche private Angelucci una presunta tangente di 500.000 euro”. Mi consenta ora una obbligatoria digressione sul drammatico caso Ilva. Lei è consigliere comunale a Taranto. Come giudica l’operato del Governatore pugliese Vendola in questa vicenda? “Taranto è purtroppo protagonista del più grande disastro sanitario degli ultimi anni. Le responsabilità politiche sono sotto gli occhi di tutti, a partire dagli anni in cui la Regione Puglia era governata da Fitto fino ad arrivare all’attuale governatore Vendola. Ho scritto numerose lettere allo stesso Vendola ma non ho mai ricevuto alcuna risposta, parla tanto e bene di partecipazione e primarie ma razzola molto male. Mi chiedo come sia stato possibile non fare alcuna indagine epidemiologica sui cittadini di Taranto. Perché nel 2011 il governo Berlusconi e la Regione Puglia concessero all’Ilva una nuova Autorizzazione Integrata Ambientale che avrebbe consentito di raddoppiare la produzione dell’acciaio in assenza del monitoraggio in continuo dell’inquinamento. Ma più in generale mi chiedo: dove sono i risultati della Giunta Vendola a livello ambientale? In questi anni non solo non ci si è preoccupati della salute dei tarantini ma sono anche aumentate le autorizzazioni per la realizzazione di nuovi inceneritori, la raccolta differenziata è su percentuali imbarazzanti, il 10%, e si è anche autorizzato il raddoppio della raffineria dell’Eni. Una scelta politica che significa più benzene, più inquinamento e più malattie. Il mio giudizio non può quindi che essere totalmente negativo. Vendola dovrebbe togliere la parola “ Ecologia” dal simbolo del suo partito”.

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Info sull'autore

Salvatore Ventruto

Giornalista pubblicista. Ossessionato dal dubbio, prigioniero della curiosità.

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