La sorella di Vendola in Tribunale

Lecce. Convocata dal procuratore Motta come persone informata sui fatti. E’ amica della gup che ha assolto il governatore

LECCE – E’ stata convocata come “persona informata sui fatti”. E ieri c’era, Patrizia Vendola, sorella del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, presso il Tribunale di Lecce. Davanti al procuratore Cataldo Motta, che ha aperto un fascicolo per fare chiarezza sull’aria che si respira in Tribunale a Bari, si è trattenuta poco più di mezz’ora. La sorella di Vendola è stata chiamata in causa dalle accuse mosse dai pm Desirée Digeronimo e Francesco Bretone nei confronti della gup Susanna De Felice, subito dopo l’assoluzione del governatore pugliese con la formula “perché il fatto non sussiste”. Nel processo, Vendola era accusato di abuso d’ufficio assieme all’ex direttora generale dell’Asl di Bari Lea Cosentino, relativamente al concorso per primario di Chirurgia toracica presso l’ospedale San Paolo di Bari. Secondo i due pm, la gup De Felice non avrebbe dovuto occuparsi del processo in quanto amica di Patrizia Vendola. Al termine di quella che è stata definita dalla stessa Vendola “una chiacchierata tranquilla” non è stato possibile sapere le domande di Motta né se vi siano già dei nomi iscritti nel registro degli indagati. L’indagine è, ad ogni modo, partita da una lettera inviata dalla Digeronimo al procuratore generale di Lecce Giuseppe Vignola nella quale veniva ricapitolata l’intera vicenda. Alla Procura di Lecce spetta ora valutare eventuali reati commessi a Bari. Articolo correlato: Vendola indagato

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