Tornano i treni notte. Minervini: ‘Non basta’

Bari. Ancora senza soluzione l’isolamento di Taranto. L’assessore regionale si dice deluso dallo scaro impegno del Governo nella questione

BARI – Trenitalia ripristina alcuni treni ma non risolve il problema “isolamento” della Puglia. Che resta, soprattutto per il territori di Taranto. Ed infatti l’assessore regionale ai Trasporti pubblici Guglielmo Minervini non è soddisfatto e piuttosto che gioire per i collegamenti ripristinati, accusa la società ferroviaria di fare il “gioco delle tre carte”. “Mentre da un lato Trenitalia riporta due treni notturni direttamente a Milano – dice Minervini -, taglia un Lecce-Bologna e attiva un Frecciargento diurno Lecce-Venezia. Occorre leggere con attenzione le parole con le quali Trenitalia annuncia il ritorno di alcune corse notturne. I treni notte sull’Adriatica, già tagliati in occasione del cambio orario di dicembre, in realtà passano da otto a sei, di cui quattro diretti tra Lecce e Milano, e si rimedia all’isolamento di Taranto solo con un bus sostitutivo. Quest’ultima in particolare è una situazione che consideriamo insopportabile e inaccettabile”. L’assessore pugliese si è detto anche moto deluso dal governo, “che aveva profilato ben altro impegno e determinazione su questa vicenda nazionale”. Secondo Minervini ci sarebbero troppi treni inutili e impropriamente finanziati con il contratto universale in altre aree del Paese, la cui soppressione consentirebbe a somma zero di potenziare l'offerta di collegamenti tra Sud e Nord in modo più equilibrato. “I treni notturni diretti per Milano – ha aggiunto Minervini – sono un timido ed insufficiente passo avanti. La vertenza della Puglia rimane aperta e ci induce a un supplemento di impegno perché, rispetto all’obiettivo di riequilibrio del servizio ferroviario nazionale, non si interpongano ostacoli legati a ragioni campanilistiche o peggio a inerzie aziendali”. 28 gennaio 2012 Minervini: ‘Trenitalia non rispetta gli accordi, stop a 16 milioni’ BARI – “Trenitalia non rispetta gli accordi per la consegna di 14 nuovi treni. La Regione procederà al definanziamento”. L’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità Guglielmo Minervini ha dichiarato le intenzioni della Regione Puglia a disimpegnare i 16 milioni di euro messi a disposizione per l’acquisto di nuovi treni. “Nel 2006 – ha spiegato – abbiamo sottoscritto con Trenitalia un accordo di programma finalizzato all’acquisto di 14 nuovi treni composti complessivamente da 55 vetture a doppio piano e 14 semipilota, da destinare al servizio regionale. Costo complessivo 80 milioni di euro, di cui 20,4 a carico della Regione. Trenitalia ha acquistato finora solo quattro treni, ovvero quattro semipilota e 12 carrozze, utilizzando 4,4 milioni di euro del contributo regionale. Disimpegneremo i restanti 16 milioni”. Nell’accordo, modificato a ottobre 2007, viene tra l’altro puntualizzata la validità del contributo: 30 mesi a decorrere dalla data di sottoscrizione. Pertanto le ordinazioni di materiale rotabile si sarebbero dovute effettuare al massimo entro il 20 agosto 2008. “Trenitalia ha dirottato altrove i suoi investimenti – ha aggiunto Minervini -; evidentemente non è convinta che solo treni nuovi possano far percepire un servizio di qualità. Noi al contrario intendiamo offrire ai pendolari pugliesi i migliori servizi. Non ci arrendiamo all'idea che il trasporto ferroviario debba essere scadente. È per questa ragione che la Puglia negli ultimi anni è stata la quarta regione in Italia per investimenti sull'ammodernamento della flotta dei treni. Trenitalia, dunque, non può operare al ribasso lasciando cadere nell'inerzia l'impegno di concorrere all'acquisizione di nuovi treni. Adesso con i 16 milioni provvederemo ad acquistare direttamente i treni ed immetterli nel nostro servizio di trasporto regionale”. 12 gennaio 2012 Striscione sulla facciata della Presidenza: La Puglia non è un binario morto BARI- “La Puglia non è un binario morto. Ridateci i treni”. Così recita lo striscione fatto esporre dal presidente Nichi Vendola questa mattina sulla facciata dell’edificio della Presidenza della Regione Puglia. Lo striscione racchiude il senso della “rivolta civile”, così come l’ha definita lo stesso Vendola, intrapresa in questi giorni contro Trenitalia a seguito del peggioramento del servizio reso sulle linee notte dei treni che collegano la Puglia con il Nord e dell’aumento dei prezzi dei biglietti e della scarsa trasparenza sulle promozioni pubblicizzate. L'iniziativa ricalca quella di alcune settimane fa da parte della Provincia di Brindisi. Ecco lo striscione fatto esporre in quell'occasione:

striscione treni

10 gennaio 2012 aggiornamento delle ore 17:00 Ferrovie. I consumatori diffidano Trenitalia BARI – Non trova pace il settore dei trasporti da e per la Puglia. Nelle scorse ore le associazioni dei consumatori pugliesi, riunite nell'Istituto pugliese del Consumo e nella Consulta regionale dei consumatori e utenti, hanno avviato iniziative contro Trenitalia a causa del “peggioramento del servizio reso sulle linee notte dei treni che collegano la Puglia al nord; nonché dell'aumento dei prezzi dei biglietti e della scarsa trasparenza sulle promozioni pubblicizzate”. Per queste ragioni le associazioni hanno diffidato Trenitalia e preparato un esposto all'Antitrust. 10 gennaio 2012 Tagli ai treni. Schiavone: ‘E’ tempo di reagire’ BARI – “L'implicito disegno di marginalizzazione delle nostra regione appare chiaro in un disegno industriale di Trenitalia che sopprime corse e servizi dalla Puglia senza possibilità di appello lasciando, a cittadini e istituzioni locali, l'unica possibilità della protesta”. Dopo opposizioni, dichiarazioni, segnali più o meno forti di rifiuto nei confronti delle decisioni imposte alla Puglia da Trenitalia, sarebbe arrivato il m omento della lotta. Secondo il capogruppo di Italia dei valori presso il Consiglio regionale, Orazio Schiavone, istituzioni, associazioni, parti sociali e imprese della Regione Puglia devono dunque reagire, “ a chi continua a violare la dignità del nostro territorio, a sottrarre al futuro della nostra terra opportunità”. “Se, da canto suo, la Regione Puglia si è mossa citando in giudizio l'azienda – prosegue Schiavone – adesso è il momento dei cittadini su cui, più di chiunque altro, si ripercuotono i tagli ai servizi e l'aumento dei costi decisi da Trenitalia”. “Prendere parte ad una battaglia di civiltà, di dignità rispetto ad un abuso di chi, da una posizione di mercato dominante, crede di poter fare il bello ed il cattivo tempo impunemente – conclude il capogruppo dell’Idv – è un preciso dovere di ciascuno, sia nella privata veste di cittadino che nello svolgimento delle proprie funzioni”. 7 dicembre 2011 Tagli dei treni. Sindaci in protesta sotto la sede delle FS ROMA – Tutti in piazza per ribadire ancora una volta il proprio “no” alla cancellazione di alcune tratte fondamentali per il territorio del Mezzogiorno, alle politiche di isolamento del Sud rispetto al resto d’Italia e per ricordare le esigenze dei tanti pendolari che utilizzano i treni per recarsi al lavoro. Si chiama “I sindaci per il diritto alla mobilità” ed è la manifestazione di protesta promossa dall’Anci Puglia contro la riorganizzazione del servizio di trasporto ferroviario stabilita da Ferrovie dello Stato che, dal prossimo 12 dicembre, prevede la cancellazione di circa 30 Eurostar, Intercity ed Espressi (diurni e notturni, giornalieri e periodici) in partenza da Puglia, Calabria e Sicilia e diretti a Bolzano, Roma, Milano, Torino e Venezia. La protesta si terrà a partire dalle ore 11 in piazza della Croce Rossa 1, davanti alla sede del gruppo Ferrovie dello Stato. Sono tanti i primi cittadini pugliesi che hanno aderito alla manifestazione e che raggiungeranno la capitale con ogni mezzo per opporsi alla scelta di Trenitalia. Intanto sono proseguiti anche ieri a Roma i contatti dell’assessore alle infrastrutture e mobilità della Regione Puglia Guglielmo Minervini con i vertici della società ferroviaria per trovare una soluzione positiva rispetto al taglio dei quattro treni a lunga percorrenza che la Puglia dovrebbe subire a partire dal 12 dicembre. “L’interlocuzione è ancora in corso – ha spiegato Minervini – e stiamo facendo il possibile almeno per ripristinare la partenza di un treno Freccia da Taranto e dei treni notturni che fermavano nel capoluogo ionico”. Minervini ha inoltre espresso il suo pieno sostegno alla manifestazione di oggi. “Con la Regione, le province, i parlamentari, i sindacati ecco un’altra voce che si leva dalla nostra regione. Adesso da Trenitalia e dal governo ci attendiamo che tengano conto delle istanze che, attraverso il presidente Vendola, la Puglia ha formalizzato”. 24 novembre 2011 Trenitalia, parziale dietrofront sui tagli BARI – “Non siamo ancora soddisfatti, il quadro orario di collegamenti ferroviari a lunga percorrenza per la Puglia è migliorato rispetto alle prime ipotesi circolate nei giorni scorsi, ma ci sono ancora delle zone d’ombra che solo il confronto con il ministero potrà dirimere”. È prudente l’assessore alle infrastrutture e mobilità Guglielmo Minervini al termine dell’incontro di ieri con i dirigenti di Trenitalia. “Sostanzialmente c’è stata una riorganizzazione – ha spiegato l’assessore – ma se da un lato sulla linea adriatica c’è il positivo potenziamento dell’impiego dei Frecciabianca, con un risparmio dei tempi di percorrenza e dei livelli di confort, dall’altro c’è la perdita dei collegamenti da Taranto. Come del resto sul quadro orario, dove sono previste variazioni sulle quali i tecnici stanno ancora lavorando”. Nel dettaglio l’offerta diurna sulla linea adriatica vedrà l’impiego da Lecce di due coppie di treni in più e da Bari di una coppia in più, di Frecciabianca per Milano, quest’ultima tratta sarà coperta in 7h38’ rispetto alle attuali 8 ore. Mentre Taranto fa salva la coppia di treni Intercity sulla tratta per Milano ma perde un Frecciabianca, che Trenitalia inquadra nei servizi a mercato. Resterà immutato l’attuale quadro orario diurno per Roma con due coppie di treni Intercity sulla tratta Taranto/Roma via Metaponto, tre coppie di treni Frecciargento da Lecce e tre da Bari, cui si aggiunge una coppia di Intercity. Nessuna buona notizia sul servizio notturno. Una coppia di treni Intercity Notte per Roma, oggi ordinaria, diventa periodica, quindi si potrà scendere dalla capitale il venerdì e risalire la domenica. E sarà cancellata la coppia di EXP 951 e 956 Lecce-Roma via Taranto e la coppia ICN 782 e 785 Milano – Bari – Reggio Calabria. “Per questo motivo – ha aggiunto Minervini – abbiamo posto una richiesta precisa di ripristino dei treni da Taranto, almeno di quelli inseriti nel contratto universale”. Da Trenitalia si sono impegnati a verificare e sottoporre questa richiesta al prossimo confronto con il ministero delle infrastrutture. Con lo stesso appello all’esecutivo si è chiusa la Commissione infrastrutture della Conferenza delle Regioni riunita con all’ordine del giorno i temi del trasporto pubblico locale. “Abbiamo chiesto – ha detto l’assessore – un incontro urgente al ministro Passera per discutere della mancata erogazione di parte delle risorse del 2011, della situazione dei tagli previsti il prossimo anno e della vertenza dei lavoratori della Servirail”. “Apprendiamo con favore gli esiti del lavoro di concertazione intrapreso dall’assessore Minervini con i vertici di Trenitalia, dopo gli annunci catastrofici dei tagli ai trasporti pugliesi e i produttivi input dei singoli territori, soprattutto della Provincia di Lecce che si è mobilitata contro questo paventato e drammatico ulteriore isolamento del tacco d’Italia – hanno commentato il presidente della Provincia Antonio Gabellone e l’assessore provinciale ai Traporti Bruno Ciccarese -. Riteniamo comunque fondamentale ribadire più che mai che, in coerenza con quanto già espresso dal Consiglio provinciale nella seduta del 21 ultimo scorso, in merito al necessario lavoro di concertazione istituzionale, l’unica strategia per vincere questa difficile battaglia contro l’isolamento è quella di fare una vera squadra istituzionale, lavorando in sinergia senza arroccarsi a competenze esclusive”. La Provincia ha poi confermato la sua volontà di volersi fare promotrice di un incontro con le altre province di Brindisi e Taranto e con i comuni capoluogo per scongiurare insieme l’isolamento complessivo delle province del Grande Salento. 21 novembre 2011 Tagli dei treni. Si mobilitano gli imprenditori LECCE – Recependo l’invito del presidente della Camera di Commercio Alfredo Prete, che congiuntamente al presidente della Provincia Antonio Gabellone ha promosso un coinvolgimento generale e unitario del territorio contro i tagli dei treni da e per il Salento, la Commissione Consiliare Trasporti della Camera di Commercio di Lecce – composta dai consiglieri Carlo Taurino (presidente della Commissione, proveniente dal settore Trasporti), Roberto Petrelli (segretario di Commissione, settore Servizi), Salvatore De Riccardis (settore Industria), Claudio Inguscio (settore Commercio) – ha elaborato un documento sul nuovo orario di Trenitalia che entrerà in vigore il prossimo 12 dicembre. I contenuti della deliberazione sono stati portati all’attenzione dell’odierno Consiglio camerale che li ha pienamente condivisi, prendendone atto. Il testo della deliberazione ora sarà inviato alle associazioni di categoria rappresentate in Consiglio camerale, che lo faranno proprio e, sottoscrivendolo, lo trasmetteranno sotto forma di telegramma alle istituzioni competenti. Nel testo della deliberazione si prende atto “che il disagio derivante da queste scelte scellerate rappresenterebbe un peggioramento senza precedenti nella storia del trasporto ferroviario tra la Puglia e il resto della nazione, con effetti disastrosi dal punto di vista dello sviluppo economico”. Contro le scelte di Trenitalia e con l’obiettivo di evitare un danno irreparabile sul piano economico, turistico e sociale, la Commissione Trasporti dell’Ente Camerale, ha deliberato di dar vita ad azioni congiunte con gli altri Enti e con i parlamentari del territorio salentino per analizzare le problematiche del sistema ferroviario ed individuare soluzioni alternative che non penalizzino l’intero territorio pugliese e le imprese. 21 novembre 2011 Tagli dei treni. Il Consiglio provinciale cerca la soluzione LECCE – L’impegno del Salento contro i tagli ai treni da Lecce verso località di fondamentale importanza nel panorama nazionale non si ferma con il sit in di venerdì scorso. E’ previsto per oggi infatti un Consiglio provinciale sul tema; una convocazione urgente, al quale il presidente della Provincia Antonio Gabellone ha detto di aspettarsi un’unitaria partecipazione istituzionale, politica, imprenditoriale, sindacale, associativa. “Troveremo una soluzione, tutti insieme – ha dichiarato – e la sottoporremo a TrenItalia”. “Il Salento non può essere fermato – ha aggiunto Gabellone -, questo ‘treno’ non può bloccarsi proprio al momento di ‘prendere velocità’, con il suo turismo, con la sua voglia di tenere alto il ritmo dell’economia nonostante una crisi senza precedenti”. La soluzione che sarà delineata oggi e già sottoposta ai voti del Consiglio sarà trasferita in tempo reale alla Commissione regionale Trasporti, come d’intesa con diversi consiglieri regionali di centrosinistra e centrodestra, per una altrettanto tempestiva approvazione da parte della Regione. “In questo momento – ha concluso Gabellone – tutti insieme possiamo far sentire come irrinunciabili le ragioni e le esigenze del nostro territorio”. 18/11/2011 Sit-in in stazione. Soprattutto il Pd LECCE – Con il presidio di questa mattina alla Stazione ferroviaria di Lecce, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola di opporsi fermamente al drammatico taglio di collegamenti fra il Salento e il resto del Paese. Il Governatore non era fra i protestanti. C'era invece la vice presidente regionale, e candidata alle primarie leccesi del PD, Loredana Capone, che ha voluto ribadire chiaramente la posizione del suo partito: “il Salento tutto – ha dichiarato – protesta per dire no all’isolamento ferroviario della Puglia e di Lecce in particolare. Abbiamo bisogno di potenziare i collegamenti con il resto d’Italia, non di sopprimerli; abbiamo bisogno di sentirci parte integrante di un Paese che ha il dovere di riconoscerci come suoi figli legittimi. Contenere i costi in un momento di così grande crisi è dovere di ogni istituzione, pubblica e privata, ma non di certo a discapito di una terra che, così, rischierebbe di essere completamente marginalizzata, geograficamente ed economicamente”. Questa mattina, insieme alla Capone, c'era anche tutto lo stato maggiore del Pd leccese: Antonio Torricelli, Antonio Rotundo, Rita Quarta e Salvatore Capone. I lavoratori di Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, al fianco dei politici presenti, hanno voluto ricordare che nuovi tagli sono alle porte: “Dal prossimo 12 dicembre nuovi e pesantissimi tagli si abbatteranno sulla Puglia, evidenziando una responsabilità pesante del Gruppo Fs e del Governo che ha drasticamente ridimensionato per il 2012 le risorse per il trasporto ferroviario”. I rischi sono molteplici: ci potrebbe essere una diminuzione di servizi notturni, la soppressione di quasi tutti i treni periodici, decine di treni regionali anati, il collegamento con Roma seriamente ridotto e un'offerta, da parte di Trenitalia, che si sposterebbe sui treni più costosi. Anche il segretario cittadino del Pd Salvatore Capone ha fatto sapere che “il Partito Democratico è fermamente convinto che uno sviluppo sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico, e quindi sociale, non possa che viaggiare su rotaia. Ridurre i collegamenti ferroviari nel Sud, in Puglia e nel Salento vuol dire innalzare muri affinché si impedisca allo sviluppo di raggiungere queste terre. Un progetto disastroso contro il quale ci batteremo in tutti i modi”. Il ridimensionamento dei collegamenti ferroviari con la Puglia e il Salento non sarebbe solo un duro colpo ai danni dei servizi e quindi del cittadino, ma porterebbe con sé anche un drammatico taglio ai lavoratori del settore. “Stanno negando – fanno sapere dai sindacati – il nostro diritto al lavoro e alla mobilità costituzionalmente garantita”. Il tempo per porre rimedio a questi preoccupanti scenari è veramente agli sgoccioli. ore 8:00 Sit-in in stazione. Il Salento si aggrappa all’ultimo treno LECCE – Per una volta sono tutti uniti, destra e sinistra, nel sostenere le ragioni del Sud. E del Salento in particolare, che i tagli ai trasporti annunciati da Trenitalia renderebbero terra sempre più marginale rispetto al resto d’Italia. Si terrà stamattina partire dalle ore 9.30, davanti alla stazione ferroviaria leccese, il sit in di protesta contro i tagli delle tratte da Lecce al Nord Italia, organizzato da Cgil, Cisl e Uil, che nei giorni scorsi avevano definito le decisioni della compagnia ferroviaria “uno stillicidio senza precedenti nella storia del trasporto ferroviario italiano”. // I tagli Il quadro dettagliato dei treni che verranno soppressi e della nuova riorganizzazione che ne conseguirà non è ancora preciso. Si sa che i nuovi orari e le nuove tratte saranno attivi dal 12 dicembre. Da quella data i viaggiatori dovranno verificare che treni quotidiani non siano diventati periodici o che non siano stati addirittura soppressi. Sembra certa la soppressione dell’Eurostar Lecce-Milano che partiva alle 7 ed arrivava nel capoluogo lombardo alle 16.25. L’Espresso Lecce-Roma diventerà periodico così come l’Intercity Notte Lecce-Roma, finora giornaliero, che dal 12 dicembre scenderà solo il venerdì per risalire la domenica. Dovrebbe essere cancellato anche il Frecciargento Lecce-Roma. Sul motivo dei tagli, Trenitalia ha spiegato che è stato il ministero a chiedere un ridimensionamento di determinati collegamenti a beneficio di altri. // Le adesioni alla protesta Molti i gruppi politici che hanno annunciato la propria partecipazione alla manifestazione di oggi. Molti anche coloro che hanno comunque fatto sapere di appoggiarla, pur non potendo essere fisicamente presenti alla protesta. Il Partito Democratico salentino ha assicurato la sua adesione “convinta e compatta” al sit-in ed altrettanto ha fatto il gruppo consiliare leccese del Pd che ha fatto sapere che al completo prenderà parte alla manifestazione. “Come Partito Democratico salentino siamo stati facili profeti – ha affermato Sergio Ventura, responsabile provinciale settore trasporti del Pd – quando abbiamo pubblicamente denunciato, nel convegno ‘Il Salento… muove’ del giugno scorso, l’aggressione che il governo nazionale a trazione leghista andava producendo sui collegamenti ferroviari nell’Italia meridionale. Mentre l’Europa chiede una riconversione verso il trasporto ferroviario, le Ferrovie nazionali, decidono di tagliare indiscriminatamente i treni a lunga percorrenza, condannando il sud Italia e la Puglia in particolare, all’isolamento e all’abbandono. Se a questo si aggiunge la riduzione dei collegamenti ferroviari tra Taranto e Brindisi, proprio mentre si finanzia il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Brindisi, si comprende come queste miopi scelte precluderanno un corretto sviluppo del turismo nei territori dell’intero Salento. E’ il momento – ha aggiunto – che tutte le Amministrazioni locali, l’intera rappresentanza istituzionale pugliese, le associazioni di categoria e i singoli cittadini, senza confini di appartenenza, avviino una comune mobilitazione per invertire l’attuale tendenza ai tagli indiscriminati e investire sul potenziamento del trasporto ferroviario nella nostra regione e nel Salento in particolare”. Così Ventura ha non solo assicurato la propria presenza ma ha anche invitato i cittadini ed i politici alla massima mobilitazione possibile, che non può che “essere – ha detto – l’unica risposta che il nostro territorio si aspetta dalla sua classe dirigente e dalla sua rappresentanza politica.” Non sarà presente alla protesta in stazione, ma appoggia le motivazioni che ne sono alla base, Teresa Bellanova, deputata del Pd. “Anche se non potrò essere fisicamente presente al sit-in, poiché sarò impegnata a votare la fiducia in Parlamento – ha dichiarato nelle scorse ore – la mia adesione alle motivazioni della protesta contro il taglio dei collegamenti ferroviari del Salento e del Mezzogiorno è totale, come testimonia anche l'interrogazione parlamentare in merito da me presentata qualche giorno addietro. La questione che si pone sui tavoli di Monti e Passera, nei giorni del loro insediamento, è di vitale importanza per il Salento e per l'intero Sud Italia. I sistemi di trasporto rivestono un’importanza fondamentale poiché, innanzitutto, consentono di ridurre la perifericità geografica delle terre meridionali rispetto al settentrione d’Italia ed all’Europa. Non va, poi, dimenticato che il Mezzogiorno, oggi, gode di una indiscussa vocazione turistica ed è proprio in questo settore che hanno investito tante piccole e medie imprese locali. Un efficiente sistema di trasporto potrebbe, dunque, costituire un leitmotiv efficace per una ripresa economico-sociale del Sud Italia che oggi soffre gli effetti della crisi devastante che lo ha investito. L'isolamento ferroviario che si paventa – ha aggiunto – oltre a bloccare ogni tentativo di crescita del territorio, avrebbe evidenti ripercussioni anche su un'occupazione che già versa in condizioni, purtroppo, drammatiche. Un esempio su tutti è quello dei lavoratori che in questi giorni sono in agitazione presso lo scalo di Surbo, rimasti fuori dal circuito lavorativo, nonostante l'accordo siglato il 5 agosto 2009 con Trenitalia e per i quali presenterò, nelle prossime ore, una apposita interrogazione ai Ministri del Lavoro e delle Infrastrutture e dei Trasporti. La scelta del Presidente Monti di accorpare nello stesso Ministero lo sviluppo economico, le infrastrutture ed i trasporti, lascia presagire una scelta strategica di puntare molto proprio su questi comparti per la crescita del Paese. Il sit-in – ha concluso – porterà in maniera forte e compatta all'attenzione del nuovo governo la voce di un grande pezzo d'Italia, quella salentina e meridionale, che ha la ferma intenzione di svolgere un ruolo da protagonista in quella crescita auspicata e che, per questo, non ne vuole proprio sapere di rimanere tagliato fuori, anche al di là della metafora, dal resto del Paese”. Impegnato sullo stesso fronte della Bellanova, Ugo Lisi, deputato del Pdl, che ha ribadito come “in questa fase di cambiamento e transizione governativa, è legittimo chiedere a tutte le forze di chiarire, con ogni sforzo, la sostenibilità di eventuali investimenti verso il Mezzogiorno relativamente ai trasporti pubblici. Ci auguriamo che attraverso un dialogo produttivo con i vertici di Trenitalia si possano trovare vie alternative al taglio di treni importanti per l’economia sociale del Salento, anche per sottrarsi alla continua pressione lagnante di chi si sente costantemente e ripetutamente oggetto di disattenzione e sottrazione”. Più morbido è stato, nelle scorse ore l’europarlamentare Raffaele Baldassarre, il quale si è limitato a dirsi certo che “alla fine le garbate pressioni e le serene rivendicazioni delle istituzioni, dei cittadini e della politica sapranno allontanare lo spettro dell’isolamento che resta una prospettiva comunque inaccettabile da qualsiasi angolazione la si voglia vedere”. 16 novembre 2011 Tagli dei treni. Monta la protesta LECCE – Il Partito Democratico salentino ha assicurato la sua adesione aderisce “convinta e compatta” al sit-in, organizzato per venerdì di fronte alla stazione di Lecce da Cgil, Cisl e Uil, per protestare contro i previsti tagli dei collegamenti ferroviari salentini e pugliesi. “Quello che si va profilando è un rischio che il Salento non si può assolutamente permettere di correre – ha dichiarato Salvatore Capone, segretario provinciale del Pd -. Uno sviluppo senza locomotive è condannato a rimanere un sogno. Affetti, impegni di lavoro, merci, turismo. Tutto ciò che si muove su terra, per assicurare la sostenibilità dello sviluppo, dovrebbe muoversi su rotaia. Desertificare quelle rotaie vuol dire vanificare ogni tentativo di costruzione di un futuro vivibile, dal punto di vista economico ed ambientale. Un servizio pubblico, per essere tale, deve essere universale e sottrarsi alle mere logiche di mercato. Per affermare questo principio e difendere il futuro del nostro Salento, i democratici della provincia di Lecce saranno venerdì alla stazione ferroviaria di Lecce, per contribuire a levare ancor più alta la voce di una terra che non ci sta a lasciarsi tagliare i ponti e tarpare le ali”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la parlamentare salentina del Pd Teresa Bellanova che stamattina ha inviato un’interrogazione al ministero dei Traporti per chiedere in che modo intenda intervenire, per evitare che il Meridione d’Italia risulti completamente isolato e penalizzato dal punto di vista occupazionale e delle infrastrutture e se non si ritenga opportuno convocare un tavolo interistituzionale per individuare una soluzione rapida e concreta che non danneggi i cittadini e le piccole e medie imprese del Sud. Ecco il testo dell'interrogazione: INTERROGAZIONE a risposta in Commissione BELLANOVA – Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per sapere, premesso che: – le infrastrutture ed il trasporto pubblico costituiscono uno dei fondamentali motori dello sviluppo economico e sociale di un Paese; – il Mezzogiorno d’Italia da sempre è considerata una terra strategica per la sua posizione geografica che ne fa il crocevia dei flussi commerciali tra il Mediterraneo e l’Europa. Inoltre, negli ultimi anni ha avuto un vero e proprio exploit nel panorama turistico nazionale ed internazionale; – poter contare, dunque, su un efficiente sistema di infrastrutture per il Sud Italia ha una importanza strategica vitale. I sistemi di trasporto, se resi efficienti, consentono, innanzitutto, di ridurre la perifericità delle terre meridionali rispetto al settentrione d’Italia ed all’Europa ed in più tale presupposto può costituire un leitmotiv per una ripresa economico-sociale del Sud Italia che oggi soffre gli effetti della crisi devastante che lo ha investito; – dalle notizie emerse sulla stampa locale si apprende che sarà cospicuo il taglio compiuto da Trenitalia ai collegamenti ferroviari che vanno da Sud a Nord e viceversa. Il Quotidiano di Puglia, sabato 12 novembre, reca testualmente “dal prossimo 12 dicembre, in Puglia saranno tagliati il treno ES City 9816 Lecce – Milano delle ore 7, gli Intercity notturni per Venezia, i treni 1576 e 1579, i treni per Milano 1616 e 1617, quelli con servizio di auto al seguito 1657 e 1660 che arrivano a Milano San Cristoforo; saranno soppressi i treni Espresso 951 e 956 Lecce – Roma via Taranto che il mese scorso erano già stati trasformati da giornalieri a periodici, non sarà più giornaliero l’Intercity notte 788/789 Lecce – Roma che, dalla capitale, funzionerà solo il venerdì sera e ripartirà dal Salento la domenica; soppressi il Freccia Argento Es 9352 e 9359 Lecce – Roma e i Freccia Bianca periodici Bari – Milano 9828 e Milano – Bari 9817”; – a queste soppressioni ci sarebbe da aggiungere quelle dei treni regionali conseguenti al taglio di risorse stabilito con la recente Finanziaria; – oltre alla evidente riduzione del servizio a favore dei cittadini, insieme ai treni si potrebbe configurare una diminuzione dei lavoratori operanti in questo comparto e questo comporterebbe, certamente, una duplice penalizzazione del territorio meridionale già ampiamente martoriato per ciò che riguarda il settore dell’occupazione; – il settore dei trasporti è di vitale importanza per un territorio, quale il Mezzogiorno, che oggi gode di una indiscussa vocazione turistica. In breve tempo si sono strutturate piccole e medie imprese che valorizzando le bellezze paesaggistiche e culturali delle città Meridionali hanno investito in tale ambito. Molte persone italiane e non che hanno voglia di vedere le bellezze artistiche, paesaggistiche e culturali del Sud Italia, infatti, utilizzano proprio il sistema ferroviario per gli spostamenti di breve o medio – lungo termine; in che modo il Ministro interrogato, in virtù di quanto sopra esposto, intenda opportuno intervenire, per evitare che il Meridione d’Italia risulti completamente isolato e penalizzato dal punto di vista delle infrastrutture ed anche occupazionale. se alla luce di quanto citato in premessa non si ritenga opportuno convocare un tavolo interistituzionale per individuare una soluzione rapida e concreta che non danneggi i cittadini e le piccole e medie imprese del Meridione. Bellanova, “Scongiuriamo l’isolamento delle istituzioni e non solo quello geografico ancora una volta accentuato dai tagli al trasporto pubblico”, è l’appello che proviene dalla Provincia di Lecce ed in particolare dalle voci dal presidente Antonio Gabellone e dall’assessore ai Trasporti Bruno Ciccarese. L’invito degli amministratori provinciali è ad unire le voci istituzionali e collaborare, assieme ai soggetti gestori delle ferrovie – Trenitalia e Ferrovie del Sud Est – per evitare che i tagli alle risorse anche nel settore dei trasporti penalizzino il territorio salentino attraverso l’eliminazione di collegamenti essenziali con il resto d’Italia. “E’ improponibile dividere e marginalizzare in questo modo il Sud dal resto del paese in un contesto territoriale già deficitario dal punto di vista infrastrutturale ed economico. Solo il coinvolgimento sinergico di tutte le istituzioni, senza l’appello a competenze esclusive e sovraordinate, può consentire una minimizzazione degli effetti drammatici legati ai tagli delle risorse. Regione, Province e Comuni capoluogo devono avviare una fase veramente partecipata di scelte condivise, come più volte richiesto invano da questa amministrazione, che sin dal suo insediamento ha avviato un’intensa attività di interlocuzione nel tentativo di riorganizzare le reti e i servizi di trasporto in modo integrato (ferro-gomma) con la Regione, ma che non ha ancora avuto, fino ad oggi, gli effetti sperati”. La convocazione della Commissione consiliare trasporti fissata per domani è dunque solo il primo passo per un coinvolgimento collegiale sul tema, occasione utile per definire gli indirizzi da sottoporre alla Regione e per chiedere un incontro urgente con l’assessore regionale Minervini e con i vertici di Trenitalia per dare il via ad una programmazione condivisa “e – dicono Gabellone e Ciccarese – tracciare le basi per un programma di apertura e liberalizzazione del settore del Trasporto pubblico locale”. “Non possiamo consentire, ancora una volta – aggiungono – che la mobilità dei cittadini e le gravissime ripercussioni di carattere economico e sociale legate ai tagli ai trasporti siano messe in discussione per un rimpallo di competenze e responsabilità”. 16 novembre 2011 Tagli dei treni. Capone scrive a Trenitalia LECCE – I collegamenti di Lecce con Roma si ridurranno a un terzo; sarà soppresso l’espresso, e l’intercity partirà solo la domenica. I treni regionali per Taranto la sera scompariranno. “Si tratta di una scelta che pregiudica il Sud – ha dichiarato la vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone -, che lo relega in una condizione di marginalizzazione assoluta, frutto di politiche leghiste che si muovono nella direzione di assumere il potere esclusivo del mercato mirando alla sola tutela del Nord. Ma a differenza del Sud che oggi rischia di mancare anche dei collegamenti essenziali, il Nord può già contare sulla rete ad alta velocità. La soppressione dei due treni a lunga percorrenza che collegano Lecce a Roma penalizzerà in modo inaccettabile la nostra città, penalizzerà i nostri studenti, i lavoratori, i tantissimi pendolari e quelle famiglie che al treno non hanno alternative”. Nel Salento, peraltro, questi tagli vanno a sommarsi alla razionalizzazione che stanno operando le Ferrovie Sud Est. L’impegno regionale per favorire l’incremento dei trasporti pubblici e quelli ferroviari in particolare potrebbe esserne totalmente depotenziato. “Tutti gli sforzi di investire sul territorio, sul turismo – ha aggiunto Capone – rischieranno di essere vanificati se poi ci ritroviamo senza trasporti”. Sono queste le motivazioni principali contenute nella lettera che la vicepresidente ha inviato all’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti per sottolineare la situazione che interessa Lecce. “Condivisibile, e da me personalmente condiviso, è il sit-in dei sindacati di venerdì mattina presso la stazione, nell’ambito del quale porterò il mio appoggio e sostegno. Auspico, anzi, che ci possa essere aldilà di ogni differenza di colore politico e di ruolo istituzionale, un impegno corale di tutte le istituzioni a sostenere questa battaglia. Non c’è indagine statistica, non c’è studio economico, che non dica quanto le infrastrutture incidano sul Pil e sullo sviluppo. Anzi, – ha aggiunto Capone – è proprio nel potenziamento delle infrastrutture e dei servizi connessi che l’Europa immagina il perno del rilancio del Sud e con esso dell’intero Paese. Il taglio economico al contratto che il governo ha stipulato con Trenitalia, dal quale è scaturita la decisione di tagliare le tratte per Lecce, non pesa sul Nord atteso che lì opera direttamente il mercato, ma pesa sulle lunghe percorrenze, pesa sul Sud e tiene contenta la Lega.” Articoli correlati: Tagli ai treni. Durante: ‘Scongiuriamo l'isolamento del Salento' Tagli ai trasporti? La Puglia resta ferma

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