Cresce la cassa integrazione. Gentile sollecita interventi del Governo

Bari. Ad aprile 2012 1.700 aziende pugliesi hanno chiesto la cassa integrazione per 19.441 lavoratori

BARI – Nei primi quattro mesi del 2012 sono state 1.700 le aziende pugliesi a richiedere la cassa integrazione per i propri dipendenti, 19.441 lavoratori in tutto. Si tratta di un trend in aumento, se si pensa che al secondo semestre del 2011 le domande erano state 1.600 per un totale di 16.128 lavoratori ed undici milioni di ore di Cig in deroga. I dati sono stati resi noti nelle scorse ore dall’assessora regionale al Lavoro Elena Gentile che ha sottolineato come stia crescendo, senza arrestarsi, il disagio economico delle aziende pugliesi. Secondo la Gentile ai settori tradizionali, che già hanno registrato la crisi ed il ricorso agli strumenti di cassa integrazione, si aggiungeranno quelli della pesca e della floricoltura, i cui fondi dedicati per il sostegno al reddito dei lavoratori del settore, sono stati azzerati dall’attuale governo. “Sfugge drammaticamente al ministro Fornero – ha commentato l’assessora pugliese – la sofferenza del sistema di impresa che attende ormai invano segnali di incoraggiamento per riagganciare il treno della ripresa e della crescita economica. Le famiglie riducono vertiginosamente i loro consumi, lo Stato ha completamente abbandonato il suo ruolo di promotore dello sviluppo e di garanzia dei diritti delle persone e dei lavoratori. La scure del contenimento della spesa si abbatte inesorabilmente su uno dei settori più rilevanti delle politiche pubbliche”. “Anche in Puglia – ha aggiunto Gentile – la necessità di pareggiare i conti sta mettendo fortemente in discussione anche l’erogazione dei servizi sanitari privati, costringendo anche questo settore a chiedere l’intervento regionale per l’erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga. Insomma, non una pioggerellina, ma un nubifragio, al quale non potremo mai far fronte con le risorse a nostra disposizione, peraltro già abbondantemente saccheggiate dalla esplosione del numero delle aziende in crisi, anche in settori quali il commercio e più in generale, dei servizi. Occorre dunque che il ministro Fornero si faccia carico, responsabilmente, del sostegno alle regioni nell’affrontare questo difficile passaggio congiunturale. Non parliamo di spiccioli. La nostra richiesta è confortata dai numeri consolidati, ma anche dalle stime e dai segnali che ci giungono dal sistema di impresa e dai sindacati”.

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