Inchiesta sul derby. Quarta lascia la competizione elettorale

Lecce. L’imprenditore finito nella bufera per la presunta combine del derby Bari-Lecce ha annunciato il ritiro dalla corsa al Consiglio comunale. Perrone. 'Giusta decisione'

LECCE – Ha dichiarato di farsi da parte per evitare che la vicenda giudiziaria diventasse arma politica. Così Carlo Quarta, imprenditore finito nella bufera in quanto indicato dal calciatore Andrea Masiello come “l’uomo dello scambio”, ovvero colui che avrebbe portato alla squadra del Bari i soldi per pagare la sconfitta nel derby contro il Lecce, ha annunciato il suo ritiro dalla competizione elettorale che lo vedeva candidato nella lista civica “Grande Lecce” a sostegno di Paolo Perrone. “Alla luce delle vicende che mi vedono coinvolto e su cui avrò tempo e modo di chiarire la mia posizione – ha detto Quarta -, voglio comunicare formalmente la mia decisione di farmi da parte e di abbandonare la corsa al Consiglio comunale di Lecce che avevo intrapreso con grande entusiasmo. Questo, per sgombrare il campo da possibili polemiche, per evitare che io possa diventare il simbolo di sterili attacchi da parte di chi senza alcun ritegno cavalca l'onda dello scandalo e, quindi, per levare dall'imbarazzo tutte le persone che devono continuare ad affrontare questa sfida e che in me avevano riposto fiducia politica. Oggi voglio ricambiare questa fiducia, decidendo di lasciare libera la scena dalle strumentalizzazioni”. E Paolo Perrone ha dichiarato di apprezzare la decisione. “Questa scelta sarà certamente utile a Carlo per chiarire la sua posizione – ha detto -. Lo ringrazio per la sensibilità dimostrata decidendo di rinunciare al suo impegno politico, consapevole che questo gioverà soprattutto a se stesso, essendo libero di affrontare questa situazione con più serenità”. 6 aprile 2012 Derby truccato. L’uomo dello scambio è Carlo Quarta LECCE – Finalmente il nome c’è. Ed è quello di Carlo Quarta. Sarebbe stato lui, imprenditore salentino e candidato alle elezioni comunali di Lecce con il centrodestra, secondo quanto ha riferito il calciatore del Bari Andrea Masiello, l’uomo incaricato di consegnare la valigetta con i soldi all’hotel Tiziano, quel 22 agosto 2011. 230mila euro in contanti che pagarono la presunta combine del derby Bari-Lecce, dal quale la squadra salentina uscì vincente conquistando la possibilità di restare nella massima serie del Campionato. Il che significa che l’autogol di Masiello del 5 maggio fu volontario; e che qualcuno pagò del denaro per quello, alcuni mesi dopo. Il cerchio su Quarta si è stretto nell’ultimo mese, quando l’inchiesta sul calcio scommesse avviata a Bari ha avuto un’accelerata. E Masiello, il calciatore che nei fatti ha messo in pratica la frode, non ha retto il peso delle domande ed ha ceduto agli inquirenti, raccontando ciò che sapeva e finendo per riconoscere, da una fotografia, l’uomo misterioso autore delle “scambio”. 5 aprile 2012 Derby truccato. Semeraro: ‘All’oscuro di tutto’ LECCE – Interrompe il silenzio. Ed interviene in prima persona per fare chiarezza e spiegare che la società è all’oscuro di qualsiasi presunto accordo illecito sul risultato del derby tra Lecce e Bari dello scorso maggio. Giovanni Semeraro, patron del Lecce, scrive di sentire il bisogno di sottrarsi dalla gogna cui la sua famiglia e la società sono stati esposti. E lo fa raccontando la “sua versione” dei fatti. Ecco la sua lettera in versione integrale: A tre giorni dalle notizie che hanno creato un vero e proprio terremoto nella società del Lecce e nella mia famiglia – che ha sconvolto i tifosi e la città intera – e dopo un esame attento delle dichiarazioni e degli estratti dei verbali riportati dalla stampa sulla presunta combine del derby dello scorso maggio, sento il bisogno di interrompere la gogna mediatica alla quale siamo stati esposti e che ha comportato un autentico massacro della nostra immagine. L’Us Lecce è completamente estranea a tutto quello che è emerso dalle dichiarazioni – parte delle quali anche confuse e contraddittorie – dei protagonisti di questa vicenda, ed è sicuramente vittima di una ingiustificata presunzione di colpevolezza mediatica. Il risultato del derby – fino a prova contraria – è stato conquistato sul campo, e se circostanze estranee avessero concorso a determinarlo, non sono certamente riconducibili alla nostra società. Ritengo che il gruppo da me rappresentato goda di una credibilità personale e societaria – costruita in 50 anni di impegno e serietà in campo finanziario, imprenditoriale e sportivo – che sarebbe stato da folli mettere a repentaglio per una partita di calcio. Ribadisco, ovviamente, che tutti noi siamo a completa disposizione della Magistratura ordinaria e sportiva per ogni possibile chiarimento, anche al fine di concorrere all’accertamento della verità. Giovanni Semeraro

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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