Poli-Perrone, alleanza tra le righe. Dei giornali

Lecce. Dal “no” secco ad ogni ipotesi di dialogo all’intenzione di allearsi e continuare insieme la battaglia elettorale

Di Gianni Ferraris LECCE – Tornano i tormentoni di sempre. La politica, ancora una volta, offre la sua faccia peggiore, quella della lontananza non tanto e non solo dalle persone, piuttosto dal buon senso e dalla logica. Non mi stupirò se avranno notevoli quantità di voti i movimenti populisti, lontani dalla realtà, non mi stupirò se prenderà molte preferenze chi vuole il lago di Lecce invece di chi chiede piste ciclabili. Sembra un gioco a diventare non credibili (da non confondersi con incredibili). Così va il mondo nel gioco assurdo delle parti. Neppure mi stupirò se prenderanno molti voti i seguaci del guru genovese (l’ex comico, ora patetico con venature razziste Beppe Grillo), è naturale che la risposta ai partiti più grandi che sono lontani anni luce dalla coerenza, sia questa. “Io sud apre al PDL ma chiude a Paolo Perrone” (www.misterx.it del 20 febbraio scorso) “La Poli potrebbe incominciare col dire a quali primarie intende partecipare invece che gettare il sasso e ritirare la mano”, così il sindaco Perrone risponde al Presidente di Io Sud in una nota ufficiale in cui si legge: “Siamo alle solite. Mi ritrovo costretto a ribadire concetti che ho già espresso un mese e mezzo fa ma che, evidentemente, la senatrice Poli Bortone fatica a comprendere”.(Il paese nuovo 4 gennaio 2012) “Dialogo? Perché no, ma a patto che il Pdl non si presenti con Paolo Perrone come candidato sindaco. Adriana Poli Bortone non si sposta di un millimetro rispetto alla sua posizione iniziale, e di accettare il sindaco in carica, e suo ex vice, come candidato da sostenere in campagna elettorale, non ne vuole proprio sapere. Il movimento «Io Sud», fondato dalla ex sindaca di Lecce e ora pronto a diventare Grande Sud insieme a Forza del Sud, Noi Sud e Partito dei consumatori, è dunque il più corteggiato alla vigilia della consultazione per il rinnovo del Consiglio comunale di Lecce e per l'elezione del nuovo primo cittadino”. (Corriere mezzogiorno, 29 settembre 2011) “Il sindaco Paolo Perrone, intanto, è corso subito ai ripari, ribadendo la sua posizione di contrarietà al filobus attraverso la sua bacheca facebook. “Sul filobus la mia posizione è ormai arci nota – si legge -. Non l'ho voluto io e non è un'opera adatta a Lecce”… “Proprio sul filobus, oltre che su Via Brenta, è iniziata la mia battaglia con Adriana Poli Bortone. Potevo scegliere se avere una coalizione ampia e una vita politica facile ma cedere sul filobus e Via Brenta. Io ho scelto, e ho scelto la via più difficile ma almeno in linea con la mia coscienza e soprattutto col bene dei leccesi. Adesso vedremo cosa sceglierà l'onorevole Poli, la cui collocazione sembra cambiare ogni giorno, come il tempo di questa settimana”. (Il Tacco d’Italia, 27 gennaio 2012) E potremmo proseguire molto a lungo, la faida fra i capi del centro destra è ormai storia antica. Attenzione però, quando parliamo di Filobus e Via Brenta diciamo delle sciagure che hanno gettato la città in un quasi baratro, non si parla di questioni minute, parliamo di quattrini, e sono veramente molti. Ancora non è dato sapere se un vicesindaco (il Perrone sotto l’ala della Poli) possa essere non informato o ignaro di scelte importanti ed esiziali per la città tutta. E ancora non si comprende come possa chiamarsi fuori con leggerezza: “Il filobus non l’ho voluto io…”. “E così, pur sentendosi nel «tritacarne », com’è già accaduto al presidente Nichi Vendola, com’è già accaduto, aggiunge, «anche il presidente Raffaele Fitto», prova persino a passare al contrattacco. «Guardi – dice alla Gazzetta – io non sono abituata a commentare a. Quando ci sono queste cose, io aspetto che si chiariscano. Quando sarò chiamata, se sarò chiamata, se ci sarà necessità che chiarisca anch’ io dei passaggi, lo farò con tutta serenità». E il caso Iskenia? Il coinvolgimento del marito e del consuocero, oltre che del figlio e della nuora? La Poli ammette. Mai poi aggiunge: «Stiamo parlando di un documento di programmazione». E allora? Resta il fatto che l’ha votato? Si poteva astenere? «Sì, ma io non so se altri componenti della giunta, per esempio, avessero anche loro eventuali conflitti di interesse». A chi si riferisce? «A chiunque. Guardi, la mia non è assolutamente una famiglia di costruttori. Invece, può essere più semplice per chi ha un conflitto di interessi nell’edilizia. Non lo so. Io non ho mai fatto le indagini su nessuno dei miei assessori o su nessuno dei consiglieri comunali». Parole che suonano come un messaggio rivolto a tanti qui a Lecce, a cominciare dall’ex vicesindaco e ora sindaco, Paolo Perrone (Pdl). E così, è tutt’altro che escluso che il ciclone già a partire dai prossimi giorni possa abbattersi anche su altri big della politica leccese. (Gazzetta del Mezzogiorno 3 novembre 2009) A fronte di una spesa di molti milioni di euro, chi non vuole essere complice si dimette dalla carica che ricopre. O no? E’ invece di ieri la notizia (Il Quotidiano di Lecce) che la Poli Bortone accetterebbe di appoggiare Perrone. Allora tutti gli insulti e le accuse erano finte? Allora nessuno ha sbagliato a? Oppure vuol dire che tutti sono egualmente colpevoli di quei tristi fili appesi sulla circonvallazione e la buttiamo a tarallucci e vino? E ancora non è dato sapere se siano veri i boatos che facevano scrivere a proposito del PD leccese: “L’accordo della Poli con l’Udc, che in prima battuta era stato smentito, apre scenari totalmente nuovi. Dopo la rottura con An, la senatrice era stata corteggiata persino dal Pd ma ha evidentemente scelto di abbracciare la strategia del terzo polo” (bisognerà vedere se sull’asse Casini-Poli si agganceranno adesso tutti i piccoli partiti che avevano annunciato la propria «simpatia » rispetto al progetto della Poli”.(Salentopocket 12 marzo 2009). Il PD che vuole allearsi con la signora che, secondo loro, è responsabile dello sfascio di Lecce? Pare fantascienza. In buona sostanza, perché i partiti e i contendenti non fanno chiarezza una volta per tutte? Perché non dicono chiaro e tondo agli elettori: – chi è responsabile e chi complice dello sfascio. – quali alleanze e con chi (per il centro che pare sempre più sinistro). Soprattutto, perché chi ha sotto indagine dalla Procura il suo operato non si fa da parte aspettando la giusta assoluzione? Veramente non mi stupirei più di tanto di un notevole spostamento di voti dalla politica all’antipolitica e al populismo grillesco o nella ricerca del lago nel Pagliaro. A fronte di tutto ciò esiste un sedicente “terzo polo” che ancora aspetta le avances dei contendenti… come scrivevo da qualche parte, sembra di essere in salottini di velluto molto tempo fa, prima della legge Merlin.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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