Durc falsi e mancato versamento dei contributi. Nei guai impresa edile

Tricase. La Guardia di finanza ha denunciato sette persone, tra cui un consulente del lavoro. Accertato un danno erariale di un milione e mezzo

TRICASE – Non versava i contributi obbligatori per i lavoratori dipendenti, ovvero la quota a carico dell’impresa e quella trattenuta in busta paga. Poi, una volta che raggiungeva il massimo dell’indebitamento con l’Inps, non avendo più requisiti per restare sul mercato in quanto non poteva disporre più del Durc, il documento unico di regolarità che attesta, appunto, la regolarità contributiva di un’azienda, dichiarava fallimento per poi aprire una nuova impresa. Che, non indebitata, poteva richiedere ed ottenere il Durc. Così andava avanti, fino allo stop successivo, una volta che, nuovamente, l’Inps non rilasciava il Durc. I finanzieri della Compagnia di Tricase hanno portato allo scoperto un sistema illecito di indebitamento contributivo a carico di un’impresa edile del Sud Salento. I dipendenti venivano assunti da diverse aziende, intestate a familiari o a persone di fiducia; in pratica, ruotavano sempre attorno allo stesso giro di imprese, che fallivano e rinascevano sotto altro nome e senza debiti a carico. Una delle imprese oggetto d’indagine, inoltre, deteneva addirittura due Durc, entrambi falsi, attorno ai quali sono in corso le indagini che stabiliranno a che cosa servissero, diversi tra loro, ma entrambi non veritieri. Nei guai sono finite sette persone, tra le quali un consulente del lavoro, denunciate per ripetute ed accertate violazioni: omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, appropriazione indebita e falsità materiale commessa da privato in certificati o autorizzazioni amministrative. Oltre agli aspetti di natura penale è stato accertato un ingente danno erariale, segnalato alla Procura generale della Corte dei conti, quantificabile in 1.503.822,20 euro.

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