Ulivi schedati. Il censimento è partito dal Salento

Lecce. Nella provincia leccese sono stati catalogati 6.200 alberi. In tutta la Puglia si stima siano complessivamente 60 milioni di cui 5 milioni monumentali

LECCE – E’ partito dal Salento il censimento degli ulivi presenti sul territorio pugliese voluto dalla Regione. Ed i primi risultati, ovvero una prima ma sommaria catalogazione e schedatura delle presenze arboree, è già disponibile. L’iniziativa servirà a fornire una mappatura dettagliata delle piante della regione da usare come strumento di confronto a tutela del patrimonio, in accoppiata con la legge esistente e recentemente modificata, in quanto offrirà strumenti tecnici precisi a chi dovrà valutare le eventuali richieste di espianto. Nella provincia di Lecce sono state “schedate” fino ad oggi 6.200 piante; il lavoro di studio e catalogazione dovrebbe terminare nell'arco del prossimo anno. Dalle ortofoto sono state rilevate circa 475mila piante che, attraverso il riscontro in situ, confluiranno in un database di circa 300mila alberi esaminati in loco e catalogati tramite un sistema gps all'interno dei Comuni di Cavallino, Nardò, Ostuni, Fasano, Monopoli, Polignano a Mare, Mattinata, Vieste e Torricella. I dati raccolti permetteranno l'elaborazione di modelli matematici, sulla base di caratteristiche di piantumazione e conduzione degli uliveti a seconda dei territori, da incrociare con le ortofoto per ottenere una mappatura completa dell'intero territorio regionale dove si stima siano presenti in tutto circa 60 milioni di piante di cui circa 5 milioni monumentali. “E' del tutto evidente che questa attenzione, questo lavoro di catalogazione e di studio, l'elaborazione di modelli e di database delle nostre piante, delle aree e delle loro morfologie – ha dichiarato l’assessore alle Politiche ambientali Lorenzo Nicastro -, sono in netto contrasto con le fantasiose ricostruzioni di chi ha voluto far passare il messaggio che l'impegno normativo della Puglia, unica regione ad aver prodotto una norma specifica sulla materia degli ulivi monumentali e il cui operato viene apprezzato nel contesto internazionale del Mediterraneo, andasse contro il patrimonio arboreo. Ribadisco l'intenzione di tutelare il patrimonio degli ulivi monumentali – ha aggiunto – unitamente alla possibilità per i pugliesi di vivere con essi in maniera armonica e senza subirli come un museo delle cere a cielo aperto. Il nostro compito, che sentiamo con forza e a cui non vogliamo sottrarci, è quello di stringere le maglie dei processi amministrativi e dei controlli tecnici perché gli ulivi siano tutelati: questo abbiamo fatto eliminando dalla precedente legge il termine del 31 dicembre come scadenza dei vincoli di espianto, dando certezza dei procedimenti amministrativi di valutazione delle richieste di espianto con il termine dei 90 giorni per la valutazione”. Nicastro ha colto l'occasione per replicare alle polemiche che si sono sollevate nei giorni scorsi sul pericolo del silenzio-assenso nell'espianto degli ulivi. “In tema ambientale non esiste l'istituto del silenzio assenso”, ha spiegato aggiungendo che il termine dei 90 giorni previsto per la valutazione delle domande è più che idoneo all'espletamento delle pratiche. 5 dicembre 2011 Espianto ulivi. Vale il silenzio-assenso BARI – Per espiantare alberi secolari non sarà più necessario il parere delle commissioni competenti, finora obbligatorio. Basterà avanzare una richiesta. Varrà il silenzio-assenso. E’ il contenuto del disegno di legge approvato all’unanimità dalla Regione Puglia e che modifica l’interpretazione della legge regionale 14/07 ed in particolare dell’emendamento definito “ammazza-ulivi” proposto dal consigliere del Pdl Massimo Cassano. Sono già migliaia le firme raccolte da parte della rete di associazioni ambientaliste pugliesi per chiedere al presidente Nichi Vendola di bloccare l’iter della legge. La proposta del Pdl in Regione mirava ad abbattere quelle “lungaggini burocratiche” che avrebbero potuto minare lo sviluppo del territorio. “Si tratta di agire al più presto – si legge nel testo del centrodestra – nella duplice ottica della tutela del paesaggio e nel contempo del rispetto dei diritti acquisiti dai privati relativamente, ad esempio, alle aree edificabili, alle lottizzazioni, o al diritto degli imprenditori agricoli di fare reddito e, quindi, di poter riconvertire l'azienda. Tutte esigenze che, in molti casi, vengono al momento ‘frenate' o addirittura inibite dalla legge regionale”. 4 novembre 2011 Più tutele per gli ulivi. La Regione modifica la legge BARI – La legge regionale 14/2007 per la “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia” è stata modificata. Ma la proposta approvata dalla Giunta regionale nei giorni scorsi non è quella del Pdl (3 ottobre 2011) sull'espianto degli alberi secolari (ribattezzata “Ammazza ulivi secolari“) per favorire la crescita economica del territorio, bensì un disegno di legge che pone nuove garanzie alla conservazione del patrimonio ambientale. “Abbiamo inteso modificare il testo attualmente in vigore – ha spiegato l’assessore alle Politiche ambientali Lorenzo Nicastro – eliminando tutto ciò che avrebbe potuto determinare una deregulation nelle more del completamento del censimento delle piante in corso”. Tra le modifiche proposte dal Governo regionale e portate in giunta dall'assessore alla Qualità dell'ambiente, l'inserimento, all'interno della Commissione tecnica incaricata della tutela degli alberi monumentali, di un rappresentante dell'Amministrazione comunale sul cui territorio ricade l'intervento proposto e di rappresentanti delle Università, oltre alla precisazione (all'art. 13) sulle opere di miglioramento fondiario nei terreni con presenza di ulivi monumentali, da eseguirsi “senza arrecar danno alle piante esistenti”. “Siamo convinti che il patrimonio degli ulivi monumentali sia un dono della nostra terra da preservare, evitando che il raggiungimento di un termine temporale fissato quattro anni fa potesse in qualche modo dare la stura a possibili interventi di edilizia disordinata. Rimaniamo convinti – conclude l'assessore – che gli ulivi siano una risorsa da valorizzare, non un peso e che essi vadano inquadrati in una visione più ampia della nostra terra, in termini paesaggistici, agricoli, turistici, culturali ed economici”. In Puglia ci sono 60 milioni di ulivi. Di questi, 5 milioni sono delle vere opere d'arte della natura. La proposta del Pdl in Regione mirava ad abbattere quelle “lungaggini burocratiche” che avrebbero potuto minare lo sviluppo del territorio. “Si tratta di agire al più presto – si legge nel testo del centrodestra – nella duplice ottica della tutela del paesaggio e nel contempo del rispetto dei diritti acquisiti dai privati relativamente, ad esempio, alle aree edificabili, alle lottizzazioni, o al diritto degli imprenditori agricoli di fare reddito e, quindi, di poter riconvertire l'azienda. Tutte esigenze che, in molti casi, vengono al momento ‘frenate' o addirittura inibite dalla legge regionale”. 26 ottobre 2011 Proposta Pdl su espianto ulivi. Surreale chiacchierata con un albero Avete mai provato a parlare con un albero? Vi siete mai chiesti che cosa pensi dell’affannosa ricerca di profitto che si è scatenata nelle ultime settimane nella regione Puglia, talmente affannosa che qualcuno è arrivato addirittura a pensare che gli alberi, che della Puglia costituiscono una ricchezza universalmente riconosciuta, fonte di attrazione per turisti ed amanti della natura, siano invece un ostacolo al suo sviluppo economico? Massimo Negro l’ha fatto, dalla pagine web di Spigolature salentine, il blog dal quale racconta la sua surreale chiacchierata con un ulivo centenario, all’indomani della proposta del Pdl in Regione (3 ottobre 2011) sull’espianto degli alberi secolari (già ribattezzata “Ammazza ulivi secolari”) per favorire la crescita economica del territorio. Si tratta di una proposta di modifica della legge 14/07 che tutela gli ulivi monumentali e secolari. “La tutela degli ulivi monumentali è un obbligo – recita la proposta – ma deve essere anche un'opportunità e non un impedimento allo sviluppo economico e infrastrutturale del territorio. Questo è il motivo di questa proposta di modifica della legge 14/07 – ‘Tutela degli ulivi monumentali e secolari’. Si tratta di agire al più presto nella duplice ottica della tutela del paesaggio e nel contempo del rispetto dei diritti acquisiti dai privati relativamente, ad esempio, alle aree edificabili, alle lottizzazioni, o al diritto degli imprenditori agricoli di fare reddito e, quindi, di poter riconvertire l’azienda. Tutte esigenze che, in molti casi, vengono al momento ‘frenate’ o addirittura inibite dalla legge regionale. Lungaggini burocratiche, controlli asfissianti, passaggi tra i vari enti che di fatto stanno creando dei veri ‘sbarramenti’ all'economia di vaste aree, in campagne che – di contro – appaiono sempre più deturpate dagli insediamenti selvaggi e invasivi del fotovoltaico. A questo punto occorre agire, in tempi brevi, per decentrare a livello comunale le competenze per il rilascio di autorizzazioni agli espianti e spostamenti di piante secolari e dei necessari controlli per il rispetto delle norme, prevedendo maggiori deroghe e snellendo assurdi procedimenti burocratici. In Puglia ci sono 60 milioni di ulivi. Di questi, 5 milioni sono delle vere opere d'arte della natura. ‘Monumenti’ che devono sì essere tutelati, ma non necessariamente ad esclusivo danno delle esigenze di sviluppo del territorio” “Presa la macchina mi sono diretto in campagna – scrive Negro -, ho girovagato per un po’ finché mi è sembrato di vederne uno sufficiente anziano e all’apparenza anche saggio che mi potesse rispondere con franchezza. Ho parcheggiato la macchina e mi sono incamminato lungo un viottolo di campagna finché sono giunto là proprio davanti a lui. Un bellissimo albero di ulivo”. La chiacchierata si conclude con un’inversione di ruoli; adesso è l’ulivo che fa una domanda al suo intervistatore: “Allora caro amico, sono io farti ora una domanda – dice -: mi sai dire perché avete bisogno ancora di altro spazio quando ne avete sprecato e lasciato inutilizzato in gran quantità? Che volete farne, ma soprattutto a chi giova”? La risposta non è semplice quanto la domanda. Per firmare la petizione contro la proposta di modifica della legge. Per frenare un annunciato scempio di alberi centenari, i sindaci di Ostuni, Fasano e Carovigno presenteranno richiesta all'Unesco perché gli ulivi monumentali pugliesi siano annoverati fra i patrimoni dell'Umanità.

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